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Lamezia Terme - Donne che non raccontano pur avendo occhi che parlano, donne che diventano veramente protagoniste solo dopo un gesto criminale che le cancella: è per dare una voce a queste donne che nasce il “Premio Adele Bruno, per non dimenticare”, arrivato quest’anno alla sua IV edizione. Dedicato e intitolato alla memoria della ventisettenne lametina barbaramente uccisa il 30 ottobre del 2011 da chi diceva di amarla, il riconoscimento è andato questa volta a una delle autrici del fortunato programma di rai tre “Amore Criminale”,  Matilde D’Errico, il cui omonimo libro edito da Einaudi è stato fra i temi presentati alla platea del Grandinetti. La storia di Adele, una delle tante che la voce di Barbara De Rossi ha reso nota al grande pubblico, è stata lentamente ripercorsa da Ketty Riolo, moderatrice di una serata che ha visto ospiti, accanto alla D’Errico, il sindaco Paolo Mascaro e la presidente dell’associazione Donne Medico Renata Tropea, in qualità di responsabile del Percorso Rosa, corsia preferenziale al servizio di donne e soggetti fragili che subiscono violenza, recentemente attivata presso il presidio ospedaliero lametino grazie ad una sinergia fra associazioni, Istituzioni e Procura.

Resta comunque una pagina difficile da leggere, nella storia di una città, quella del femminicidio - “la prima causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni” scandisce la D’Errico – che lascia tuttavia intravedere spiragli di luce quando si sceglie la strada della memoria. “Il sorriso di Adele – sottolinea Mascaro – può essere un simbolo per questa comunità, guardando al quale si può decidere che cose simili non si ripetano.” Dunque, un indirizzo e una guida verso il futuro, nonostante la recente bocciatura in Regione, da parte della Commissione Bilancio, di una proposta di finanziamento ai centri antiviolenza presentata dalla consigliera Flora Sculco, una cui lettera aperta di supporto è stata letta dalla Riolo durante la manifestazione. Ma sia il Sindaco che la Tropea sono stati determinati nell’affermare che non saranno i problemi economici ad ostacolare una risposta concreta e sensibile rispetto a queste problematiche, che ineludibilmente vanno affrontate, come rimarcato anche dalle parole del padre di Roberta Lanzino, altra vittima della barbarie ricordata durante la serata.

A concludere l’evento, arricchito dalle performance della cantante Azzurra Aiello e dell’attore Alberto Micelotta, la consegna del premio, un’opera del maestro Maurizio Carnovale, donata silenziosamente dal padre di Adele alla D’Errico.

Giulia De Sensi

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