
Lamezia Terme - Si chiama "PARTI/Paradigmi di itinerari culturali" la mostra d'arte contemporanea dei tre artisti lametini Domenico Mendicino, Francesca Ferraiuolo e Antonella Rocca inaugurata lo scorso 12 febbraio a Roma presso il Centro Luigi Di Sarro e curata dal professor Tonino Sicoli - direttore del MAON Museo d'arte dell'Otto e Novecento di Rende.
Fra le varie personalità intervenute all'opening c'erano l'ambasciatore Gian Ludovico De Martino, il pedagogista Nicola Siciliani de Cumis, lo scultore Nicola Carrino, il pittore Nunzio Solendo, il critico d'arte Emanuele Meschini. "Una serie di personalità del mondo della cultura a dimostrazione che l'intellettuale d'oggi è un'artista a tutto tondo, è un provocatore, colui che si occupa di politica culturale" - dice il professor Sicoli dando lustro ai tre artisti lametini che si contraddistinguono per il loro essere sempre originale e interessante sotto ogni punto di vista, sfumatura, del panorama culturale. Un panorama che - per chi come loro vanta di una buona preparazione, passione e sacrificio - si prospetta meritevole dell'attrazione nazionale.
A moderare la conferenza stampa Laura Fazzari: "Non è un caso che PARTI si apra al Centro Di Sarro, artista lametino scomparso nel 79". (Luigi Di Sarro vittima negli anni di piombo di un fatale errore di una pattuglia dei carabinieri). Presenti anche il Sindaco Paolo Mascaro e il vicesindaco Francesco Caglioti.
"Di Sarro ci ha lasciati un'eredità culturale particolarissima - commenta ancora sulla scelta dell'apertura della mostra a Roma Tonino Sicoli - egli era un innovativo, un provocatore. Ed ecco che in qualche modo il legame tra Roma e Lamezia vuole essere ampiamente rappresentativo di un'evoluzione storica e culturale di rilievo. Tre artisti lametini che si distinguono per essersi elevati da una piattezza, una palude stagnante, quale può essere l'immobilismo del sud, la rassegnazione insita nell'essere calabrese.
"Loro praticano quello che dicono, non fanno parte della categoria di persone che parlano, criticano e rimangono nell'inerzia" - continua Sicoli - sono riusciti ad attirare l'attenzione dei più smaliziati di Roma".

Dunque si può ben dire di loro che sono l'esempio di una Calabria diversa che attraversa la creatività, il movimento, il nomadismo. Ed ecco che la loro arte praticata, pur toccando elementi più o meno drammatici, utilizzando più forme e più tecniche, è pregnante di bellezza e gioia, è la cornice di un'atmosfera di festa: un vero party. Costruire in più parti delle relazioni, dei circuitivi virtuosi, che non possono che tradursi in opportunità di crescita e di sviluppo. Domenico Mendicino, fotografo di spessore, non racconta la realtà ma fotografa la sua realtà. Occhio per niente neutro bensì enucleatore di dettagli che danno nuovo senso alle cose. Francesca Ferraiuolo, restando nel campo della digital art, riesce ad utilizzare un linguaggio evocativo e suggestivo da richiamare l'introspezione. Antonella Rocca, invece ,presenta una scultura e mediante oggetti d'uso come le posate riesce a tracciare, seguendo la pop art, la riutilizzazione di modelli originali. Sono tre artisti che non assomigliano a nessun altro. Dopo Roma - per richiamare il nomadismo fisico citato da Tonino Sicoli e che PARTI vuol rappresentare - la mostra viaggerà ancora per Bologna, Rende e infine Lamezia Terme.
V.D.
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