
Lamezia Terme - “Se si cerca dentro di noi, c’è già il luogo. E ognuno, in fondo sa quello che cerca. C’è una superficialità dell’esistenza che oggi ci divora”. “E’ il suo primo libro di versi un po’ esistenziali” rivela Filippo D’Andrea, autore di “All’imbrunire, poesie preghiere canzoni”. Si possono leggere preghiere da una posizione laica dedicate a Dio, agli uomini, alla trascendenza e a chi ha bisogno di sentirsi cercatore del bisogno dell’interiorità.

E’ un altro genere che si affaccia alla rassegna “Il Maggio dei Libri”, con un via vai di autori a Palazzo Nicotera sempre diversi e interessanti. Il testo di D’Andrea aiuta a riflettere sulle profondità, sui passi della vita, per pesare gli intenti, le gioie e le difficoltà” come ha scritto la figlia Chiara nella prefazione. E’ dedicato alla moglie, scomparsa sei anni fa.

“E’ un libro d’amore - dice l’autore - ma anche per la vita, per le persone che ha incontrato e per l’esistenza. C’è la versione ad sensum, e i testi delle canzoni in quanto poetica, sono plurisemantici e ognuno coglie ciò che vuole in base alla sua impostazione esistenziale”. Il termine Imbrunire lo ha scelto nel titolo perché “richiama sia un concetto kantiano del tramonto di alcune realtà di crisi e sia una dimensione in cui c’ è la disponibilità dell’intelligenza a guardarci dentro. Sono concetti filosofici e teologici - precisa D’Andrea. La poesia di cui parla il libro quella autentica, anche se non guarda il cielo, è una ricerca. E la preghiera non è altro che una ricerca non solo nel guardarsi come uomo ma anche come essere che cerca di rivolgersi al cielo. Poesia e preghiera per l’autore sono due facce della stessa medaglia, perché è sempre l’uomo che ha bisogno di andare oltre se stesso. Molte poesie, anche quelle di coloro che si professano non credenti, hanno bisogno di trovare un approdo, una culla, una grotta, un rifugio, una gioia o una realtà utopica. “Oggi – conclude - come nel libro, è tutto un bisogno di raggiungere una profondità della coscienza, e dell’essenza della vita”.
Maria Arcieri
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