
Lamezia Terme - “Ad alta quota. Storia di una donna libera”. Non è solo un libro, “ma è il bilancio di una vita per le donne, con le donne”, come la stessa autrice, Lella Golfo racconta. Sono 260 pagine in cui descrive la sua storia. La fatica che ha dovuto affrontare per fare approvare le quote di genere e per permettere che “Le donne possano volare ad alta quota”. Con queste parole, ha spiegato il titolo del suo libro, che ha presentato in una gremita sala di palazzo Nicotera. “La legge sulle quote di genere non è stata semplice”, ha detto “potevo arrendermi e seguire gli schemi e i desideri del partito a cui appartenevo. Ricordo che contro questa legge c’era Confindustria, l’Abi, e tutti i poteri forti. E là c’è stata la mia libertà, perché ho scelto di non accettare i compromessi e ho creato un network nel paese di donne che, non solo mi sostenevano, ma che hanno creduto fermamente in questa legge”. Quando la presentò, ricorda, che si arrivava solo al 5% nei consigli di amministrazione. Ora siamo al 18%. “Questa è la vera rivoluzione delle donne.” Le quote ce l’hanno la Norvegia, La Francia, la Spagna. In Italia è una realtà dal 12 agosto 2012. Tutti i consigli di amministrazione e i collegi sindacali devono riservare un quinto dei posti alle donne, un numero che arriverà a un terzo a partire dal secondo rinnovo. Protagonista coraggiosa e artefice di questa rivoluzione è proprio lei, Lella Golfo, una donna che lotta per le altre donne. Non capita spesso. Anzi quasi mai. Lei lo fece da piccola, nella sua terra, la Calabria, per i diritti delle "gelsominaie" e delle raccoglitrici di olive. Poi andò a Roma e iniziò un percorso con la politica. La tenacia e la caparbietà la portarono a creare e crescere con la Fondazione intitolata a Marisa Bellisario. Con l'ingresso in Parlamento nel 2008, capisce che per cambiare il sistema si deve entrare di diritto nelle "stanze dei bottoni" Il titolo del libro è “un auspicio” ha detto “ma anche una realtà”. E’ un libro contro il pessimismo, contro la rassegnazione. E’ rivolto soprattutto ai giovani. “Sono nata da sola” confessa ridendo, “racconta mia madre,” per spiegare il termine libera nel titolo, perché questa parola ha un significato importante nella mia vita”. L’autrice, ha combattuto per tutte noi. Per avere l'accesso delle donne al potere.
Maria Arcieri
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