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Lamezia Terme – Nel corso del “Parco in concerto”, l’iniziativa organizzata al Parco Dossi Comuni con l’AMA Calabria in concerto, è stato presentato, attraverso un incontro pomeridiano, il libro “Incontri bestiali” del naturalista Giuseppe Paolillo del WWF Calabria. Insieme a Paolillo, altra figura nota nel panorama paesaggistico, l’avvocato Francesco Bevilacqua, che ha introdotto e argomentato il libro delle avventure di un naturalista di strada. Giuseppe Paolillo è laureato in scienze naturali ed è un grande amico degli animali. Ha iniziato il suo percorso a partire dalla prima sezione del WWF a Pizzo Calabro, sezione trasferita 20 anni dopo a Lamezia Terme, e infine abolita. “Un libricino dedicato alla passione - dice Bevilacqua - perché il destino di Paolillo, seguendo il ragionamento junghiano, era quello di salvare gli animali. Secondo Jung, infatti, il segreto per non ammalarsi è fare ciò che desideriamo”. Un racconto a più episodi che tratta quindi di memoria ma anche di battaglie vinte e perse. Battaglie che, restando nelle parole di Bevilacqua, portano a mettere in evidenza l’anno zero, quello della contingenza, lontano da sensibilità verso l’ambiente, verso gli animali, verso il paesaggio. L’anno zero di quell’immaginario collettivo di cui ormai è rimasto poco. Citando altri autori del ramo, Bevilacqua ricorda “La famiglia e altri animali” di George Durrel, “Uccello beffardo” il più bel romanzo ecologico, che narra di un uccello il quale in un’isola tropicale in mezzo ai problemi degli uomini porta alla scoperta ecologica. Ancora, W.H. Hudson con “Un mondo lontano”, altro romanzo ambientato in un’epoca in cui essere naturalista non era certo facile. “Siamo sempre abituati a vedere i grandi documentari della National Geographic, che attraverso l’artificio allontanano i giovani da tutto ciò che ci appartiene, dalle nostre faune e dal nostro paesaggio” - prosegue Bevilacqua invitando tutti a guardarsi più attorno. 

Attraverso alcune diapositive l’autore che, scherzosamente fa notare di sentirsi meno scrittore e più oratore, mostra un mondo animale di diversa specie e di rara bellezza. Volatili, rettili, animali marini, tartarughe di ogni tipo con storie di morte lente, tartarughe spiaggiate, tartarughe utilizzate in cucina dai cinesi. Dunque, oltre alle specie di animali marini, anche la consapevolezza della loro breve vita a volte, o della loro lenta agonia. Un invito, quello maturato dall’incontro col naturalista Paolillo, a prendere maggiore responsabilità sul mondo animale, e ad accrescere l’informazione e la sensibilizzazione anche nell’ambiente dei pescatori. Un ambiente che Paolillo e gli altri volontari del suo gruppo frequentano spesso. “Vorrei ringraziare la persona che mi ha spronato a scrivere, Lucio Biancatelli” - afferma Giuseppe Paolillo, e subito dopo sono soltanto le immagini di civette, serpenti, bisce, pipistrelli, gechi, rospi, mante e testoni, e infine squali a parlare. Si entra in contatto con il loro mondo. “I testoni - afferma con sguardo esaltante Paolillo - sono gli unici animali che lottano al buio e in profondità con i calamari giganti di circa 18 metri”. Giuseppe Paolillo è un amante degli animali, dunque è contro la caccia. “Non considero tale pratica uno sport bensì una crudeltà, un sadismo, una violenza - commenta - Sport significa rispetto alla pari”.

I have a dream! Questo il motto di Giuseppe Paolillo, vegetariano in quanto come egli stesso afferma “Io sono amico degli animali e uno che è amico degli animali non può mangiare gli animali”. Conclude Francesco Bevilacqua con una breve riflessione che vuole essere un interrogativo rispetto all’anatomia dell’aggressività. “Come può l’uomo che non sta in pace con l’uomo sentirsi in pace con gli animali? - si domanda Bevilacqua - I grandi lupi sono considerati assassini innocenti, perché predano ma per ragioni biologici, i lupi non hanno etica. Ebbene, noi siamo invece assassini colpevoli, non solo di animali ma anche di altri uomini”.

V.D.

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V.D.

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