
Lamezia Terme - ‘Voglio tornare per non avere paura di invecchiare… per osare di essere diverso sotto lo stesso sprazzo di cielo e non ripetermi in copie uniformi sotto un cielo diverso’ – sembra essere questo il leitmotiv del primo romanzo di Pasquale Allegro, presentato ufficialmente questa sera alla Libreria Tavella a Lamezia Terme. Una melodia dolce assai pregnante di significati, densa di vita e di cielo. A conversare con l’autore Mariagiovanna Saladino, scrittrice e giornalista, e Tommaso Cozzitorto, critico letterario che ne ha curato la prefazione. Un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Cultura d’Autore di Agostino Porchia.
Collezioni di cielo è un puzzle della memoria, una fuga per altri luoghi dove i luoghi hanno a che fare con le parole. Un romanzo estremamente delicato da leggere più volte per sviscerarne i significati più custoditi. Collezioni di cielo è il ‘viaggio dentro’ del protagonista tra il ‘perdersi e ritrovarsi’. “È un libro di contrasti, poiché attraverso la poesia s’intravede una lotta, quella tra ‘dentro e fuori’ – dice Tommaso Cozzitorto – laddove il dentro è l’io narrante, la voce dell’anima. Un Contrasto che rimanda un po’ al ‘dare non dare’ o al ‘ci sono non ci sono’ per ripensare a Giorgio Caproni”.

In collezioni di cielo il protagonista è alla continua ricerca di ‘un altro cielo’, una ricerca dietro la quale si nasconde nostalgia, smarrimento, inquietudine, e che si fermerà dopo la nascita del suo primogenito con la scoperta di ‘un nuovo cielo’. Ed è anche il cielo delle grandi domande e delle profonde riflessioni che il protagonista un giorno compie salendo sul tetto del suo ufficio, osservando dall’alto la città, un modo attraverso cui sporgersi al cielo, l’altrove, per afferrare ‘qualcosa’, e qui la scrittura rappresenta il filtro che conduce alla verità. Una bellissima valvola di sfogo, qualcosa che Pasquale utilizza e riutilizza per lavoro, per la vita, riuscendoci bene.
Il romanzo del giornalista lametino è quel salto di qualità che arriva con l’età adulta, matura, e che porta il lettore a reagire di fronte il brutto del circostante. Si coglie nel libro il senso della guerra, e il senso dell’amore e della speranza, come l’immagine improvvisa di cui è essenzialmente colto il lettore quando si accorge di una bambina che scrive una poesia sui riflessi della luce dei bombardamenti alla finestra. E nei colori dettati dall’immaginazione dei luoghi narrati, il protagonista si perde nella realtà e si trova nel sogno. “Si rimane particolarmente affascinati dalla figura femminile, l’interlocutrice, una donna dolce che rappresenta un punto di riferimento importante” – dice Maria Giovanna Saladino chiedendo all’autore quale volto ha per lui la sensibilità. “La sensibilità non ha un volto ben definito, è una causa effetto, ha un volto quotidiano, un volto caratterizzato dai ricordi, quindi ha il volto del tempo, come le prime rughe” – dice Allegro.
I viaggi. I viaggi sono sempre luoghi fisici e metafisici, e i luoghi sono sempre legati alla parola, al vivere dei ricordi intessuti alla nostalgia. “Collezioni di cielo è un libro fortemente poetico, scritto a bassa voce. Per fare questo è necessario utilizzare le parole giuste perché da ogni parola viene fuori un suono diverso. Da qui l’importanza della parola, dall’inizio alla fine. Il romanzo di Allegro sembra quasi un diario ma è un libro aperto, dunque potremmo definirlo un romanzo epistolare” – conclude Tommaso Cozzitorto.
V.D.
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