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Lamezia Terme – La gestione delle Cooperative è talvolta attanagliata da un’economia parallela fatta di corruzione e favoritismi che le danneggia.  A trattarne è ‘Coopconnection – Nessuno tocchi il sistema. I tentacoli avvelenati di un’economia parallela’, il libro del giornalista Antonio Amorosi presentato al Circolo di riunione. Il volume è una dettagliata inchiesta sul travagliato percorso di sviluppo delle cooperative in Italia, da Nord a Sud. Un percorso lungo non mancante di retroscena anche scandalosi da ultimi le cooperative emiliane, o la vicenda di ‘Mafia capitale’. Tutto ciò ha gettato su di esse diverse, troppe, contraddizioni e incongruenze ‘inquinando’ e gettando fango sui loro ideali cardine uno su tutti la solidarietà.  

A introdurre e portare i saluti ai presenti è stato il presidente del circolo di riunione Felice Iannazzo, “il libro riporta le testimonianze di persone che hanno fatto parte o fanno parte di queste cooperative, e mette a nudo tutto ciò che è stato visto e vissuto in queste coop. Tante storie, storie vere ma mai denunciate e che sono emerse nel tempo”. “Un manifesto - ha concluso - di pedagogia civile capace di farci scegliere la strada giusta, perché quando l’ipocrisia vince bisogna avere il coraggio di dire basta”.

L’autore del libro Antonio Amorosi (portando anche degli audio con dichiarazioni politiche e spezzoni pubblicitari: «La coop sei tu», «vieni alla coop», ed altri degli anni ‘60 inerenti la coop) ha spiegato come il fine ultimo delle cooperative, “è creare delle associazioni di consumatori e allo stesso tempo di produttori e pertanto non devono badare al profitto di un singolo, ma alla giusta divisione del denaro incassato”. Amorosi ha aggiunto, “le cooperative si occupano di diversi ambiti e non esistono solo quelle di solidarietà, ci sono anche quelle commerciali, quelle edilizie, quelle della grande distribuzione alimentare; tutte queste, per legge, non possono entrare in borsa, in quanto per statuto non possono avere lucro, ma riescono a entrarci creando delle loro S.P.A.”. Le cooperative hanno il vantaggio di pagare meno tasse, il 20%, 40%, 50% in meno rispetto ad altre società, ma la cooperativa legata a Buzzi (Mafia Capitale) pagava le tasse allo 0%”. Il docente dell’Unical Giancarlo Costabile ha chiarito, in linea con gli altri relatori, come questo libro voglia mettere in discussione il modo sbagliato, con tabù e sotterfugi vari, di fare associazionismo e cultura dell’accoglienza.

A relazionare con l’autore sono stati l’avvocato Fabrizio Falvo che nel descrivere il libro ha apprezzato la sua profonda concretezza derivata da dati di fatto reali, inerenti i bilanci e i conti delle cooperative, dati suffragati dalle Magistrature. “Si tratta di un testo di indagine approfondita che lascia il segno, un marchio scioccante, dove emerge un mondo collegato a dei reali dati di fatto, consistenti in conti e bilanci ‘inquinati‘”. “Anche i beni confiscati e riutilizzati a uso sociale,  - ha proseguito Falvo - possono diventare un vero business, un giro d’affari che va a far gola alle Associazioni mafiose. 

L’ultimo e pertinente intervento è stato del giudice Romano de Grazia (Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione) che ha evidenziato come “la cooperazione sia diventata quasi una associazione a delinquere, bisogna - ha aggiunto - sapere usare bene la legalità e tutto quello che ne concerne”. Presente anche il sindaco Paolo Mascaro che ha manifestato la sua soddisfazione per l’avere presenziato a questa importante iniziativa culturale.

Francesco Ielà

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