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Lamezia Terme - “Volevo poter scrivere qualcosa di diverso da questioni tecniche e giuridiche e volevo dare libero spazio a ciò che avevo dentro l’animo”. Con queste parole, Carmine De Rose, magistrato ora in servizio a Paola, ha parlato del suo libro “Destinati ai supplementari” che ha presentato a Palazzo Nicotera, conversando con un maestro del giornalismo come Vinicio Leonetti, che lo ha incalzato con le sue dettagliate incursioni da professionista dell’informazione. Non racconta il mondo del calcio ma parlano sei storie in cui De Rose descrive quello che altri non avevano voluto narrare. Il tema è il recupero di storie interrotte, tralasciate da altri, di film, di telefilm, sulla sua infanzia, sull’adolescenza dove, puntualizza più volte, determinati personaggi avevano delle potenzialità inespresse. E le riscopre all’interno dei racconti dove vive dei voli pindarici. Non è autobiografico, tranne l’ultimo racconto ambientato nel tribunale della piana. “Ma è sempre un volo dell’anima e di ciò che l’uomo subisce, anela, desidera, legato a tematiche terrene che hanno sempre qualcosa di metafisico”. Tematiche che spaziano dalla fantascienza alla storia sportiva, all’archeologia. Nell’introduzione del libro ha citato Lucio Battisti, quando, parlando  ai critici musicali, diceva “non m’importa come canto, vi propongo delle cose… queste cose vi emozionano?”. “Il calcio c’entra nel libro”, ha puntualizzato nel corso della conversazione con il giornalista, “ma ben poco e solo nel racconto finale. Marginalmente”. Per lui “Non c’è niente di completamente casuale o completamente inventato in quello che noi scriviamo”. “È inventato nella misura in cui rispecchia ciò che noi ci portiamo dentro l’anima. Dai ricordi, alle esperienze, alle amicizie. È un libro che vuole dare delle emozioni, che vuole far sognare”.

Ha impiegato tre anni per scriverlo, iniziando nel 2007 e ricordano il periodo in cui ha esercitato la professione di magistrato, proprio nella città della piana che definisce, “Belli e terribili”. E solo nella calma della notte ha avuto l’ispirazione di scrivere, ha confessato “quando l’anima è in tumulto e in tormento e ha la sua panacea nel potere terapeutico della scrittura” Ha scritto le sei storie quando era troppo stanco per dormire, Carmine De Rose, magistrato e ora anche scrittore.

Maria Arcieri

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