
Lamezia Terme -“La televisione ha vinto culturalmente. Ha vinto, nel dettare i tempi del pensiero. Il pensiero ha bisogno di essere articolato ed è difficile farlo con i tempi televisivi dove vince la semplicità, l’emotività, il ricorso all’emozione degli affetti. Tutto questo è il contrario del pensiero razionale”. Queste le parole Giandomenico Crapis, autore di "Ha vinto la Tv. Dal 1954 al 2014. Da De Gasperi a Grillo”. Non un semplice libro ma un vero e proprio volume che racconta sessant'anni della politica e della televisione. Medico, 59 anni, ha presentato il suo libro in una libreria del centro e da quindici anni si interessa alla nascita e all’evoluzione del mezzo televisivo nei suoi libri. Su Grillo, sostiene Crapis “ha vinto non solo grazie al web ma perché è un divo del teleschermo e anche lui ha vinto per questo motivo. Tutto quello che accade su twitter, sul web, in molti casi è determinato da elementi televisivi. Non sempre, “puntualizza” ma nella maggior parte dei casi. Il libro ha un legame con la politica per l’autore “ma solo per il motivo che ne ha occupato sempre di più il suo spazio.

E la scena politica si è trasferita nei programmi. Il suo interesse per il tubo catodico, è puramente culturale. Come dice lui “volevo capire come si atteggia, e come si sono comportati gli intellettuali negli anni 50’ alla sua comparsa perché è stato un mezzo che ha stravolto i rapporti tra politica, cultura e la stessa società”. Racconta la storia della televisione analizzando il legame tra politica e mezzo televisivo. Ha cercato di dare delle risposte alla tesi che sostiene che fino a oggi lei ha dettato le regole, i formati i contenuti gli stili e i tempi alla politica. “Ed è sempre lei che la gestisce” per Crapis. “Ha vinto la Tv” precisa in conclusione “E’ una provocazione perché, la televisione non è morta, anzi, rimane centrale nel determinare tutta una serie di accadimenti”.
Maria Arcieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA