
Lamezia Terme - La scrittura, quale forma espressiva fra le più alte attraverso cui estrinsecare emozioni, sogni, ideali, libertà. La scrittura, quale essenza dell'anima, che si nutre di vita e di esperienza, filtro di benessere, non abbisogna di critica o metro di misura. Ed è così che Tonino Spena continua a scrivere e a pubblicare le sue storie.
All'interno de "Il maggio dei libri", presentato "Il bello e il buffo 2", accanto a Luisa Vaccaro, (giornalista) Carmela Dromi, (docente) e le voci recitanti di Tina Mancuso e Giancarlo Davoli accompagnate al pianoforte da Francesco Sinopoli. "Mi piace pensarlo non come uno scrittore - afferma in apertura Luisa Vaccaro - ma come un lametino che ha deciso di trasformare in parole l'amore per la sua città". Come del resto nei suoi precedenti lavori, Spena si ritrae in una vecchia fotografia ingiallita, fra i vicoli della sua 'Bella', quartiere di Lamezia Terme. Si tratta di emozioni e sentimenti legati da due fili conduttori: la nostalgia e la malinconia. É il ricordo la nota dolente dell'autore, nota mediante cui però riesce a sentirsi ancora vivo. Ancorato al passato, come un'ancora con la sua nave.

Così come nel dualismo, reso spesso esplicito nei titoli dei suoi libri, è necessario per vivere il presente compiere uno sforzo, dietro il quale forse si nasconde l'armonia tanto cercata in ogni dove: immaginare una nostalgia del futuro. Il passato, quale concetto intrinseco ad ulteriori argomenti come l'identità, non è mai qualcosa di 'statico', ma è in divenire. Dunque, la memoria dei bei tempi passati deve nutrirsi di mutamento e contaminazione. Oggi i vicoli di 'Bella' sono pieni di case in affitto agli extra comunitari, ma l'emigrazione è il fattore che portò i nostri padri a ritrovarsi altrove. E grazie ad essa che le contaminazioni possono, per le società odierne, essere fulcro vitale, motivo di pienezza e ricchezza sotto diversi punti di vista.
"Il mio vero io é nella emozione - dice Tonino Spena - ricordare è portare con me la memoria di Bella, siamo tutti noi coriandoli di vita quotidiana, nel libro emergono odori e sapori di una volta, il dialetto utilizzato dalle anziane per comunicare, ripenso alla mia infanzia, ai giochi, e trovo che quelle ginocchia sbucciate non facevano poi tanto male". Ma come si evince da un brano tratto dal libro e letto in sala "La vita deve progredire, non possiamo stare per sempre attaccati al passato, adesso ci teniamo l'ansia dell'avvenire, le incertezze". L'eterno Peter Pan rimpiange valori vitali per l'essere umano. La sincerità, la stima, l'amicizia, l'oralità trasmessa dalle anziane. Tutte quelle cose che non possono esaurirsi col tempo.
V.D.
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