
Lamezia Terme – È un ‘noir’ tutto al femminile “Il domani sorge sempre al tramonto” libro di Mariagiovanna Saladino, giornalista e scrittrice lametina, presentato questa sera nel Teatro Umberto di Lamezia Terme, in anteprima. A dialogare con l’autrice Paola Militano, giornalista televisiva che da anni si occupa di cronaca in Italia. Nella sensibilità della scrittrice si intravedono coraggio e determinazione, sani ingredienti per chi di mestiere fa il giornalista di cronaca. “È nell’odore dell’omicidio, sui luoghi dei delitti a cui mi è capitato di assistere per lavoro, che ho ben compreso il preciso quadro intimistico delle stanze del dolore” – spiega la Saladino, a proposito di storie difficili nelle quali si è calata, in veste prettamente giornalistica prima e in veste di scrittrice poi. Un romanzo che dal dicembre 2015 è già in vetta a molte classifiche e finalista al premio ‘Ali sul Mediterraneo 2016’. Ma il romanzo pubblicato nel 2015 nasce in realtà nel 2012, poi tenuto un po’ nel cassetto quasi a farlo ‘consolidare’, maturare, fino all’incontro decisivo con la Hercules book nell’ambito del ‘Woman fiction di Matera’ dedicato alla scrittura femminile. Un romanzo che sin da subito non è certo passato inosservato, classificato al premio letterario nazionale della Rai ‘La giara’.

Il domani sorge sempre al tramonto è la storia di '5 storie' tese a diventare tragiche per sempre fino alla consapevolezza di voler ripercorrere l’ultima stanza, la più buia, per poi ritornare di nuovo alla prima. E in questo andare avanti e dietro c’è un percorso fatto di ‘ragione’ e ‘inquietudine’ dell’universo femminile e più precisamente l’universo della maternità. Vera, la protagonista del libro della Saladino è una giornalista, delicata ma anche molto forte. Una sera, mentre esce dallo studio editoriale viene aggredita e violentata. “Dopo quella sera Vera non ha più il coraggio di truccarsi”. Un evento che la segna nel profondo, un terribile incubo dal quale sembra impossibile uscire fin quando per un caso di cronaca da seguire si trova ad addentrarsi in altrettanti storie tragiche, eventi di ‘donne assassine’ nei confronti dei figli che portano al grembo. E qui, Vera ne comprende le analogie, inizia a sentirsi anche lei assassina al pensiero di dover abortire. Paradossalmente comprende il disagio, l’ira di quelle madri, e comprende anche che per lei è giunto il tempo di ‘attraversarsi’.
“Non c’è tramonto a cui non segua una nuova alba” – questo il messaggio principale letto tra le righe del libro di Mariagiovanna Saladino, che sta già lavorando ad una nuova pubblicazione dove il tema sarà l’emozione’ a 360°. "Dietro i colori accesi del tramonto, dietro le tristezze e le brutture del mondo compiute per opera dell’uomo, si deve trovare il coraggio e la pazienza al tempo stesso per vivere quell’attimo in cui il sole cala al di sotto dell’orizzonte, per scoprire che nell’attesa, seppur piena di dolore, c’è una nuova luce, una nuova speranza, un nuovo giorno”. Alla domanda di Paola Militano “Qual è la morale di questa storia maledetta?" l'autrice risponde: "Il mio pensiero va a tutte le madri che nel silenzio del loro cuore hanno saputo amare e nonostante le sofferenze scelgono di dare la vita, di orientare tutta la loro esistenza ai propri figli”.
V.D.
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