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Lamezia Terme – “La politica è passione, è bene che si lega ad altro bene, è individuo che diventa persona, un io che diventa noi.” Con questa citazione, ha avuto inizio la presentazione del libro “L’ utopia della politica” di Franco Cimino, tenutasi presso il Circolo di Riunione di Lamezia Terme. Il volume descrive la realtà della nostra terra e della sua difficile situazione, attraverso la trattazione di svariati argomenti e il raccoglimento di alcuni articoli pubblicati per il “Quotidiano della Calabria”.

Tra di essi, Gregorio Gitti ne ha menzionato uno in particolare dal titolo “Comicità e poesia al potere”, palesando un’osservazione molto acuta, cinica ed attenta, in grado di fondere la propria idea di politica con quella di Cimino che “all’interno di questo articolo, con ironia disincantata, paragona la politica italiana ad un gruppo di comici”.

“Mancano, infatti, quelli che Platone chiamava filosofi – aggiunge Gitti. “I filosofi sono i dirigenti dello Stato. In questo momento, l’Italia non ha una politica. Serve una competenza in grado di fare un investimento utile, di rivitalizzare i partiti con progetti e, anzitutto, di coinvolgere, perché la responsabilità è anche nostra. La politica è lo specchio della società”.

Non mancano nemmeno parole di stima e vicinanza nei riguardi dell’autore: “Provo molta simpatia e stima professionale nei confronti di Franco per come ha voluto offrire una propria testimonianza e per la sua contesa elettorale durissima e a mani nude, da democratico qual è, ma con l’ umiltà, la pazienza e la tolleranza di un cristiano che non chiede nulla, ma rimane in piedi e testimonia”. Poi è Tiziana Bagnato ad “aprire le danze”, definendo la visione politica di Cimino come “aristotelica” e chiedendo all’autore un approfondimento in merito a tale visione.

“Fin da quando è sulla terra – spiega Cimino - l’uomo impiega tutta la propria forza per salvaguardare la propria sopravvivenza e per migliorare la qualità della propria vita. Nel farlo, si appropria, d’ istinto, di tutto quello che gli capita davanti. La politica è il momento in cui gli si dice che non può disporre di tutto ciò che trova. Insieme a lui, ci sono tanti altri esseri umani che hanno diritto a quei beni. La politica nasce, quindi, come capacità di concepire come destinatario di quei beni non l’ uomo in solitaria, ma l’ uomo in rapporto con gli altri. I beni, infatti, non sono esclusivi, ma sono di tutti. La politica crea l’idea del bene comune e le diversità, pertanto, in politica, diventano un valore e non motivo di discriminazione.”

Antonio Chieffallo propone il tema dell’immigrazione e chiede in quale maniera si possa far ragionare su questo tema molto scottante di questi tempi. “Bisogna slegare l’immigrazione dal terrorismo. Stiamo suscitando al popolo italiano paure terribili che ci portano a frenare l’accoglienza che stavamo facendo bene sotto la spinta del nostro Pontefice”.

E' stato un vero e proprio dibattito, in sostanza, quello ha animato gli animi di quanti erano presenti alla presentazione del libro. Un dibattimento sulla giustizia che è un elemento importante della democrazia e che va difeso con comportanti corretti e trasparenti, comportamenti che sembrano caratterizzare quello che è l’ideale politico inseguito da Franco Cimino che, quindi, non rinuncia a lasciar trasparire un barlume di speranza, riscontrabile nella sua concitata fiducia nei riguardi dell’ uomo, nonostante tutto, e, laddove manca, nei riguardi di Dio.

S.B.C

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