
Lamezia Terme - E’ stato presentato il libro “Calabria. L’industrializzazione senza volto. L’inganno e la beffa” di Vincenzo Falcone, in occasione della prima edizione del progetto “Invito alla lettura” a cura dell’Istituto Tecnico Statale che, come ha spiegato la docente Dora Anna Rocca, “offre la possibilità ai ragazzi di confrontarsi, sviluppando il proprio senso critico”. Gli studenti, infatti, hanno avuto modo di incontrare l’autore, facendo delle domande mirate e di approfondimento al libro. Il testo si propone di “far conoscere quello che è successo in Calabria negli ultimi cinquant'anni”, cinquant'anni connaturati da una fallimentare politica industriale che ha portato al degrado del territorio, attraverso l’insediamento di impianti rimasti incompiuti e per di più estremamente pericolosi. Vincenzo Falcone ha voluto descrivere ciò che ha implicato tale danno e tale mancanza di rilancio, partendo dal pacchetto Colombo e finendo con la crisi di tutti gli altri progetti che hanno contribuito a indebolire una situazione di per sé difficile.Vincenzo Falcone ha denunciato “i problemi dell’industrializzazione, di un progetto che non ci ha aiutato e che non ha creato un sistema in grado di evitare l’emigrazione e di renderci padroni attivi del nostro sviluppo”.

“La responsabilità è della classe politica” ha aggiunto Falcone “La Calabria ha, paradossalmente, quarantasei anni di vita e ventiquattro governi regionali, per cui l’assessore di turno si è limitato a coltivare il proprio orticello, e da qui il disagio e le problematiche che ho descritto fino ad ora e all'interno del mio lavoro.”Il libro narra di una Calabria che è una regione delimitata da “ottocento chilometri di costa” e che, nonostante ciò, “è priva di una mentalità marina”. Dunque, il 26,69% di affluenze, raggiunto, qui in Calabria, al recentissimo referendum abrogativo sulla durata delle concessioni di trivellazioni in mare, sembra avvalorare la tesi sostenuta da Falcone.
S.B.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA