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Lamezia Terme – ‘La notte in cui gli animali parlano’ è il romanzo d’esordio presentato in una libreria lametina dal professore, giornalista e appassionato di basket Sante Roperto. L’autore vive a Caserta ma ha origini conflentesi e non mancano infatti, le sue visite durante le estati nel paese del Reventino, per ritrovare vecchi amici e parenti. Il libro, molto autobiografico, tratta in modo leggero, “una leggerezza che affonda”, la commovente storia di una coppia ragazzi Claudia e Matteo e del nonno di Matteo, Alessandro, che in occasione della festa della Madonna si ritrovano in Calabria, fra le viuzze di Conflenti. Una storia di amori mai vissuti, ‘quasi persi’, ma che finalmente vengono a ritrovarsi in occasione di una sentita ricorrenza religiosa.

Roperto racconta e fa conoscere il paese di Conflenti, con le proprie tradizioni, usi, costumi e amori difficili, “mai successi e mai vissuti appieno”. “Conflenti è il paese dove sono le mie origini - ha chiarito - e come ogni autore, mi prefiggo di trasferire un’emozione a chi legge, nel mio libro sono raccontate due storie parallele: una reale con Alessandro che parte per la seconda guerra mondiale e l’altra inventata con suo nipote, Matteo, che vive nell’oggi in una società completamente diversa, il quale ritornando a Conflenti rincontra la donna idealizzata dall’autore, Claudia, suo vecchio amore e mai consumato”. In merito al titolo del libro - ha rimarcato l’autore - alcuni spunti sono estrapolati dall’antica tradizione, soprattutto calabrese e siciliana, degli animali, che si ritiene ‘parlino il linguaggio umano’, nella notte che precede l’Epifania. Il tema del ritorno alle origini è il principio cardine del libro, “quasi autobiografico - ha spiegato Pasquale Allegro – che ha coordinato l’incontro letterario e, gli stessi profili di Alessandro e Matteo sono descritti in modo diverso, il primo con cura giornalistica, in terza persona e anche con un linguaggio ricercato e aulico, mentre il secondo, Matteo, è trattato in prima persona ed essendo un personaggio di fantasia l’autore si diletta a spaziare con le sue vicissitudini.

Il magistrato Reillo, conversando con l’autore, haspiegato come “Conflenti sia il luogo dell’anima e del ritorno e, in questo ‘luogo letterario’ l’autore si sente a casa”. “Due storie parallele - ha continuato il magistrato - quella di Alessandro e di Matteo, con tutto quello che l’Italia comportava al tempo della seconda guerra mondiale miseria e povertà, e quella del nipote Matteo che può permettersi di fare altre scelte, uno spaccato quasi della società di allora con quella di oggi. Oggi c’è qualcosa di diverso rispetto al passato, ma questo qualcosa spesso ritorna”. Il libro sarà presentato anche a Conflenti luogo dove è ambientato il libro, sabato 26 marzo alle 17:30 nella sala consiliare di Conflenti organizzato dall’associazione culturale ‘Confluentus’.

Francesco Ielà

 

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