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Lamezia Terme - Auspica la svolta possibile di un cambiamento politico ma prima di tutto culturale il libro di Michele Drosi “Le vie del riformismo”, presentato da Daniela Rabia e Nino Barberio presso la libreria Tavella, in un incontro fitto di interventi in cui l’autore ha avuto la possibilità di raccontarsi alla platea.

Esponente del Pd e Renziano fin dagli esordi - perché “Renzi ha costituito una scossa ad un sistema statico”- Drosi attinge a un riformismo d’ispirazione socialista, imperniato su ideali che vedono al centro il cittadino come parte attiva di una collettività. “Ognuno deve dare il proprio contributo, - sottolinea l’autore – è importante una presa di coscienza individuale.” Una presa di coscienza rispetto a problemi come l’evasione fiscale, la raccolta dei rifiuti o i ricoveri impropri che gravano sulle spese sanitarie. Ma ci vuole anche una presa di coscienza da parte dei partiti – il cui ruolo è attualmente in crisi – che non sono da intendersi come semplici agenzie elettorali ma devono avere ancora un peso nella vita istituzionale. “I partiti – dice Drosi - devono mettere insieme iniziative, persuadere nelle scelte, essere antenna sensibile rispetto a tutto ciò che si muove all’interno di questa società. Finché i partiti non riprendono questa loro funzione non ci sarà vero cambiamento.”

E rispetto al ruolo dei partiti c’è ancora molto da dire. Nonostante dichiaratamente Renziano, Drosi ha scelto alla Regione di appoggiare Oliverio e non Callipo, e non se ne pente. Ma è fondamentale per lui, soprattutto sull’operato di chi governa, la vigilanza di un partito che pur essendo dello stesso colore politico deve essere il primo a fare da sprone sulle cose che non vanno, anche per evitare sfiducia e astensionismo nell’elettorato. “ I risultati –  dice ancora rispetto alla giunta Oliverio - andranno valutati sul lungo periodo.” Un suggerimento a Renzi? “ L’uomo solo al comando può andar bene per una stagione, poi c’è bisogno di una classe dirigente forte e capace.” Purtroppo assenti alla presentazione per impegni istituzionali sopravvenuti Doris Lo Moro e Pino Soriero.

Giulia De Sensi

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