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Lamezia Terme, 13 novembre – Si è svolta oggi pomeriggio presso Palazzo Nicotera la presentazione del libro: “Senza targa – per non morire la seconda volta di ‘ndrangheta, sabbiarossa ED”. Presenti l’on Costantino Fittante, presidente del Centro “Riforme-Democrazia-Diritti-Lamezia terme” che ha promosso la presentazione del libro, i due autori: Alessandro Russo e Paola Bottero, oltre i due scrittori sono intervenuti il dott. Giuseppe Borrelli Procuratore aggiunto della Repubblica - DDA Catanzaro, don Giacomo Panizza “fondatore della comunità Progetto sud”, il testimone di giustizia Rocco Mangiardi, Mario Congiusta padre di Gianluca Congiusta vittima di ‘ndrangheta, mentre Maria Garofalo, la sorella della vittima della ‘ndrangheta uccisa e sciolta nell’acido Lea Garofalo, era assente per un il lutto della madre morta giorni fa, il cui sogno, in letto di morte, era quello di assicurare gli assassini della figlia alla giustizia. I brani conclusivi del libro del libro, sono stati letti dalla studentessa del Liceo “T.Campanella”, Aurora del Re. Questo libro è articolato in dodici storie, “12 capitoli, come sono gli apostoli, con persone che hanno portato avanti il messaggio di buona vita, persone che sono un esempio di onesta moralità da seguire anche fuori la nostra regione” come ci spiega l’autrice Bottero.

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Anche gli ospiti presenti in sala hanno testimoniato le proprie coraggiose scelte di buonavita. Fittante comincia dicendo che: “A lamezia stanno accadendo dei fatti particolari che opprimono le varie attività cittadine, che rendono ‘invisibile’  la città; e, oltre alle forze dell’ordine è utile e necessaria anche la collaborazione dei cittadini per sconfiggere il potere delle cosche, servono meccanismi che impediscano alle stesse di ricrearsi, e a questo punto che serve la loro collaborazione, anche la stampa deve informaresenza_targa_bottero correttamente, senza nascondere nulla, e sollecitare i cittadini a ‘scendere in campo’ contro questa piaga… inoltre, le verità offerte devono essere complete, non parziali, bisogna ‘rompere’, infrangere non solo la mano armata della malavita, ma anche i suoi vertici, infine - continua Fittante - le manifestazioni contro la mafia (trame, carovane ecc.…) sono sempre utili a sconfiggere la mafia e come dice il procuratore antimafia Pietro Grasso «di mafia bisogna parlarne per sconfiggerla» ”. 

Don Panizza dice che: “Questo è un libro che è importante leggere e portarlo nelle scuole per farlo conoscere ai giovani”.  “Le cose scritte nel libo dicono che è possibile scegliere il tipo di vita, se stare con la buona o con la cattiva vita

Congiusta esprime la sua indignazione per il fenomeno della ‘ndrangheta. “Mio figlio viene ucciso nel 2005 non solo da un mafioso ma anche, (per la legge sull’indulto), dallo Stato, e uno stato che non fa pagare le pene non è uno stato giusto”. “Io - continua - non sono d’accordo nel dire ‘lo stato siamo noi’, la ‘ndrangheta agisce nell’immediato senza pensarci due volte, non ha tre gradi giudizio (giudizio ordinario, appello e cassazione) come la legge italiana”. “Bisogna indignarsi, sono tante le cose che non vanno bene in Italia, ma noi abbiamo perso questa capacità a indignarci per questo, per me, la Calabria è morta

Mangiardi sostiene con chiarezza che “bisogna resistere, saper dire no se non si vuole morire di ‘ndrangheta e chiudere la partita con questo male”.

Infine il procuratore Borrelli trova molto interessante il libro perché: “Riesce a far vedere e capire la Calabria anche a chi non è calabrese e che, la Calabria non è solo ‘ndrangheta”. E, riguardo la situazione di criminalità a Lamezia sostiene che: “Se fossimo in condizione e non avessimo tanto lavoro potremmo pulire Lamezia in meno di un anno, nei mesi a venire faremo cose importanti anche se meno di quelle che vorremmo fare”. “La Calabria non è una terra di collusi, ma una terra che soffre”.

Francesco Ielà

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