
Lamezia Terme - Ideatore del primo Parco Avventura in Calabria, il conosciutissimo “Orme nel Parco” - dal 2014 “Parco eco-esperienziale” - Massimiliano Capalbo unisce buone doti di comunicatore a una grande spinta motivazionale nel perseguire i propri obiettivi. Una spinta così forte da portarlo a coagulare in un libro, “La terra dei recinti”, i suoi anni di esperienza su un territorio che lo ha messo inevitabilmente di fronte a una realtà poco felice che pone un unico fondamentale interrogativo: perché la Calabria non riesce a trasformare in valore le risorse che indiscutibilmente ha? Capalbo risponde con un elenco che parte dal noto complesso d’inferiorità per arrivare al neo-colonialismo e al vittimismo, ma soprattutto con una metafora: i Calabresi vengono paragonati ad orsi in cattività, nutriti dall’esterno - e si parla fra l’altro di finanziamenti europei - per essere sfruttati come risorsa e strumentalizzati, deprivati della capacità di scegliere di cosa nutrirsi, e di sopravvivere. Ma anche deprivati dei propri luoghi. E’ quella che l’avvocato Francesco Bevilacqua, che ha discusso del libro con l’autore a Palazzo Nicotera, chiama “coma topografico”: la perdita della coscienza e del valore dei luoghi in cui si vive. E se non ci si riappropria dei luoghi, inevitabilmente questi finiranno per cadere nelle mani di altri, con velocità direttamente proporzionale alla loro appetibilità – che in Calabria, come è noto, è ottima. E’ il caso, eclatante, dell’isola di Cirella, attualmente in vendita per 570.000 euro.
Ma la visione delle cose offerta lucidamente da Capalbo non si limita, come quella di molti altri, a elencare problemi e conseguenze. Offre anche delle soluzioni, e tante, ma essenzialmente riassumibili in una parola: talento. Il talento che va cercato, orientato, coltivato, non ostacolato dalla famiglia, messo al servizio della comunità e non del denaro. Con quel talento, Capalbo ha creato una realtà che ha fatto 130.000 presenze in 8 anni, ricevendo numerosi premi europei - in Bulgaria, Romania, Finlandia, Germania, Francia – e sembra che la cosa sia contagiosa, visto che ha già previsto il “4° raduno delle imprese eretiche”: una serie di progetti che sfidano il modo abituale e poco fruttuoso di fare turismo in Calabria, dando spazio all’inventiva di idee giovani, non solo anagraficamente. La serata è stata brevemente introdotta da Valeria D'Agostino, rappresentante del gruppo culturale lametino Manifest. La presentazione è stata resa possibile grazie all'organizzazione curata dal Collettivo Manifest e la collaborazione del Sistema Bibliotecario Lametino, col patroconio del Comune di Lamezia Terme. Hanno contribuito alla realizzazione e promozione dell'evento anche parecchie realtà del territorio calabrese come i partner di Igers Calabria e Scenari Visibili, i ragazzi di Passaggio in Festa di Decollatura e i ragazzi di Workinprogress di Girifalco presenti in sala.
Giulia De Sensi


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