
Lamezia Terme - Una volta che ha iniziato a pensare al libro ha deciso di scegliere nomi di uomini e donne in toga, sconosciuti, perché non voleva andare sui soliti che sono su tutti i giornali tutti i giorni. Tratta tutte le difficoltà della loro professione ma sottolinea il lato umano. E’ “L'onere della toga” di Lionello Mancini, editorialista del Sole 24 ore. Parla solo di pubblici ministeri che indagano, perché, “Queste persone, anche se non sembra subiscono colpi delle patologie che trattano”. In una libreria del centro, dove ha presentato il libro, il giornalista ha spiegato la scelta del titolo, “E’ stata un’idea dell’editore che mi è subito piaciuta perché c’è questo gioco di parole con l’onere della prova che richiama un linguaggio giudiziario e indica il peso che si sente oggi a indossare la toga. In questo caso, - ha detto, - è quella del magistrato, perché infatti degli avvocati hanno fatto questa osservazione: ‘ma anche noi portiamo la toga’, si, ma è un po’ diverso”.
“Il capitolo più emozionante per quello che mi hanno riferito i lettori, - spiega l’autore - è quello di Lucia Musti, che si è occupata dell’inchiesta, finita male, per salvare il bambino di un anno e mezzo che viene rapito nel 2006 vicino a Parma. E che era stato ucciso due ore dopo. Ovviamente nessuno lo sapeva. C’è stata l’ansia di salvare questo bambino con intercettazioni e controlli a tappeto, e per una donna e una mamma è stato un carico molto forte. C’è stato lo choc di non essere riuscita a salvarlo e di essere stata mandata dal procuratore a riferirlo alla madre. Per riprendersi da questa esperienza c’è voluto molto tempo”. Non descrive solo la vita quotidiana dei magistrati ma soprattutto la scelta di battersi in nome della legge e offre un quadro esaustivo del mondo giudiziario italiano, per comprendere realmente cosa significa oggi, in questo Paese, lottare ogni giorno per un po’ di giustizia. Dall’avvertimento della ’ndrangheta a un teste perché non riveli nulla al magistrato che indagava sulle infiltrazioni mafiose, al sostituto procuratore che ascolta il dramma di una ragazza sfruttata e prostituita, a San Marino dove i Pm di Forlì indagano sull’evasione fiscale e ricevono silenziose pressioni e velate minacce. Sono quattro inchieste e un’ultima storia che non lo è. La peculiarità è che sono di diverso tipo, ma tutte di un certo peso.
Maria Arcieri
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