
Lamezia Terme – È “Lorsignori” il titolo dell’ultimo libro di Agazio Loiero, ex presidente della regione Calabria, presentato alla libreria Tavella di Lamezia Terme. A coordinare l’evento è stato il giornalista Pollichieni, alla presenza dell’autore, seguito dagli interventi di Pasqualino Scaramuzzino e Luigi Muraca, entrambe figure politiche della città. Un libro, edito nel 2015 da Rubbettino, che Loiero costruisce ripercorrendo in maniera ironica e drammatica aspetti e facce note, da lui conosciute durante la sua carriera politica. Amato, Berlusconi, Bersani, Bindi, De Magistris, Di Pietro, Grillo ecc. Gli aspetti più salienti del racconto riguardano vicende politiche ma anche umane, bene evidenziate nei 15 personaggi del libro.
“Penso sia un buon libro – dice Pollichieni in apertura – fa riflettere su molte cose, interessante il capitolo su Prodi, il quale fa intravedere le occasioni mancate della Calabria. Ora si parla di ‘burocrazia infetta’ ma ci si è fermati solo alle prime due righe di ciò che ha detto Gratteri”. “Stiamo subendo le conseguenze di scelte politiche sbagliate, è giunta l’ora di assumersi ciascuno le proprie responsabilità” – continua Pollichieni, che più volte si è trovato ad utilizzare dure parole su questioni politiche calabresi, e che ripensando alla politica di un tempo commenta “Allora i provvedimenti seri erano quelli all’unanimità, adesso non è più così”. Oltre al disappunto espresso nei confronti della politica e del conseguente passaggio dalle stessa dalla prima alla seconda Repubblica, Paolo Pollichieni non nutre riserve neppure per la sua stessa categoria. “L’aggravante consiste nell’essere passati da una categoria da sempre debole fra i poteri più forti, ad una categoria che in Calabria resta sempre debole fra i poteri più deboli” – prosegue Pollichieni.

Parole di apprezzamento verso la scrittura, definita da tutti, colta, raffinata elegante e ironica, di Agazio Loiero, anche da parte di Pascqualino Scaramuzzino, particolarmente legato alla personalità dell’autore in questione, che definisce ‘patrimonio comune’ con Luigi Muraca. “Nasco con lui, nella sua corrente, e sono sempre corso da lui per consigli – spiega Scaramuzzino – Nella prima Repubblica si parlava al cuore, nella seconda Repubblica si parla invece alla pancia” – prosegue invitando alla lettura di un libro che parla di casi realmente accaduti, e che tratteggia quando in modo esaltante quando in modo più cauto personalità quali Marco Travaglio, con sfumature ironiche, Luigi De magistris, con più intensità, Antonio Di Pietro che, ancora, finisce la sua parabola in una trasmissione televisiva quale Report.
Restando ancora alla forma e all’espressività del libro, “Uno stile corsivista, elegante, e con umorismo, autentico del ritrattismo italiano – così lo definisce Luigi Muraca – un ritrattismo però con sfondo storico, con una retro prospettiva dei personaggi anche dal profilo umano, una vera e propria indagine”. Attraverso questo lavoro, Agazio Loiero delinea alcuni passaggi fondamentali, e restando nel dire di Muraca “Mette in atto la trasformazione del linguaggio, laddove il linguaggio è visto come strumento di cambiamento della società”. Un libro da cui si evince anche il sentimento dell’amore. “Parlare oggi del partito che diventa famiglia risulta essere un passaggio fondamentale e fortemente pedagogico – continua Muraca – Oggi tutto è stato travolto dai 140 caratteri, la democrazia stessa diventa teatrino della politica, poiché tutto viene visto con fastidio”. Conclude sul ricordo, sulla memoria e sul cuore Agazio Loiero, sul rapporto complicato dell’amore, un sentimento che in senso lato si allarga al mondo della politica. “Dopo un anno e tre mesi di governo e dopo una ‘fantastica indagine’ fatta da De Magistris balzai in testa alla classifica del Sole24ore – commenta Loiero”.
V.D.
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