Presentato “Mare Nostrum” il cd di Francesca Prestia, 13 storie di migranti al femminile

Lamezia Terme – È stato presentato presso la libreria Tavella di Lamezia Terme il primo Cd della famosa cantastorie calabrese Francesca Prestia dal titolo “Mare Nostrum” prodotto da Danilo Mancuso. A organizzare l’evento il presidente del Centro Riforme Democrazia e Diritti Costantino Fittante, dopo il benvenuto da parte di Gioacchino Tavella e dietro la moderazione della docente Valentina Greco. La cantastorie, che vanta oggi un curriculum artistico e reduce di un ampio successo, figura tra grandi nomi del panorama musicale nazionale come Roberto Vecchioni, con il quale nelle Marche si è esibita portando alcuni versi in dialetto calabro greco de Il Cantico dei Cantici, versi tradotti dal poeta di Rogudi Salvino Nucera, passando poi al Teatro Apollo di Forlì. Incanta la forte passione che l’artista esprime nell’atto stesso in cui dà corpo a testi e musiche da lei prodotti. “Devo ringraziare la città di Lamezia Terme per aver sempre accompagnato il mio percorso d’artista, percorso che per una donna è sempre più difficile, e in particolare per aver trovato il produttore del mio primo cd, in assenza di un politico che notasse il mio progetto culturale e lo facesse suo”. Mare Nostrum è il risultato di una ricerca che ha per oggetto il Mediterraneo d’oggi, che differisce per molti aspetti da quello di ieri, quali la multiculturalità e la possibilità di scambi e di crescita; un mare nostrum che vuole dire ‘sofferenza, ‘dolore’ ‘strazio’, un mare nostrum di donne, di migranti, che non sempre giungono nella meta prefissata.
Francesca Prestia, diplomata in flauto traverso e in musicoterapia, è laureata al Dams Musica ed è conosciuta soprattutto nella città di Lamezia Terme per le varie esibizioni al Teatro Franco Costabile e al Teatro Grandinetti. Tra i suoi lavori si ricordano ‘Mina Ventu’ – 2003; ‘Cantastorie’ – 2007; ‘È un cannone non è un temporale’; le sue cantate attingono alle tradizioni calabresi, e figurano anche autori come Corrado Alvaro e Mario La Cava. La Prestia è anche nota per aver dato voce a una storia tragica per sempre, grazie al suo importante lavoro ‘La ballata di Lea’, canzone dedicata a Lea Garofalo, partorita nella sua soffitta dopo un lavoro accurato fatto di collaborazioni e letture approfondite di atti ed informazioni sulla vita della donna calabrese che con il suo esempio è passata alla storia come la donna che si è ribellata alla mafia. Un pezzo che la Prestia ha portato con se anche durante l’apertura di Trame 2015. “Francesca Prestia ha fatto un’operazione di grande valore culturale - ha detto Costantino Fittante - grazie a lei vengono fuori tarantelle, dialetto calabro greco, arabesche, elementi che costituiscono una parte rilevante delle nostre identità. Guai a disperdere questo patrimonio dinanzi un processo di globalizzazione che, di contro, ci spinge a rifiutare radici, valori, tradizioni”. La cantautrice catanzarese è anche stata riconosciuta a livello internazionale, come ‘custode della memoria’, altro premio ‘Donne e storia’ a Ercolano.

Mare Nostrum nasce da un particolare incontro, motivo ispiratore della cantautrice, con una donna migrante della Etiopia, nella Comunità Progetto Sud. “Si tratta di un progetto poi accolto dal Miur, racconta la storia di una donna che ha sofferto molto, e tuttavia oggi rappresenta la storia di una Calabria positiva, che vince al dolore vivendo in un paese libero - spiega Francesca Prestia - questa giovane donna, un giorno davanti la sua macchina da cucire mi ha insegnato qualcosa di veramente unico, ripetendo la frase della madre ‘ Tutto passa, tutto passerà’, a cui ho aggiunto su correzione di Giacomo Panizza, la storia dei migranti di Calabria che raccolgono le arance, la storia dello sfruttamento umano”. Come fa notare infine Valentina Greco, la copertina del cd raffigura Nosside, personaggio greco che visse tra il IV e il III secolo a.C, alla quale la Prestia si ispira ricordando tutte le donne della cultura calabra che non hanno avuto voce. “Ho sempre avuto la fortuna di seguire delle porte che si sono aperte da sole - ha concluso la cantautrice - a Riace cantando Lea fui notata da due importanti registe che videro in me la Nosside del 2000, e mi invitarono alla Triennale di Milano, lì conobbi Salvino Nucera, con lui incontrai a Bovalino Rocco La Cava”. La cantautrice che canta la lingua dei padri, e che compie oggi un importante tuffo nel passato, toccando con mano una lingua antica 2.500 anni, andrà in onda in un prestigioso documentario a Berlino il 22 maggio.
V.D.
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