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Lamezia Terme – È stato presentato questa sera, presso la Libreria Tavella, il nuovo libro di poesie “Minimalmente” di Antonio Iacopetta edito Passigli, la collana europea fondata da Mario Luzi. In un’atmosfera calorosa, il critico letterario lametino si è confrontato in un’alternanza di domande attente poste dal giornalista Pasquale Allegro, e nelle letture di alcune poesie tratte dal suo libro grazie alla voce dell’attore Dario Natale con il sottofondo musicale di Pasqualino Scaramuzzino al pianoforte.

Una presentazione minimale, per restare in sintonia con il titolo della raccolta, perché breve e concisa. L’autore, infatti, si pone in chiave semplice, mostrandosi al pubblico partecipato, come semplici sono i suoi versi che cercano di compiere un passaggio rilevante nella contemporaneità della poesia: svestirsi del lirismo, e indossare i panni del quotidiano, come quei panni che Iacopetta, ancora, ama stendere al sole odorosi di bucato. Si coglie, dunque, la volontà espressa nel tentare di trasformare le cose infinitesime in un qualche evento sublime che all’apparenza sfugge ai più, perché invisibile, ma che racchiude profondità. Dichiara le “Metafore” antipatiche, come il titolo di una sua poesia, e quindi ne fa a meno, perché richiama una forte esigenza alla chiarezza, qualcosa di essenziale a cui occorre ritornare.

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“È necessario – dice Iacopetta – non seguire le mode o le ideologie per dare una veste nuova alla poesia, una poesia che vive di forza propria”. Un poeta nostrum, così lo definisce Pasquale Allegro, forse tra i più grandi del nostro tempo, per la sua mission estetica, per il fascino e il valore che lo caratterizzano. “C’è in lui – prosegue Allegro – intuizione ma al tempo stesso ricerca. Emerge un certo profilo naif, come coloro che non amano dipingere il mare ma le onde una ad una. Così, la poesia di Iacopetta, compare e scompare, ed è inafferrabile. Una poetica che si avvicina, come l’autore stesso conferma, a quella del fanciullino di Pascoli. Una poesia ingenua e spontanea.

Ritornando al senso della poesia, un fattore certamente importante è costituito dal tempo. I versi vanno consolidati e affinati nel tempo. Il lavoro con l’editore Passigli, l’importante casa editrice fiorentina che ha pubblicato anche per poeti della portata di Neruda, Pessoa, Majakovskij, è stato graduale e durato circa sei anni. Come diceva Vittorio Sereni “Si dovrebbe scrivere una poesia all’anno. Il crepuscolarismo con l’eccessivo lirismo non si comparano alla mia personalità” – afferma il prof. Iacopetta, un uomo che ama rifugiarsi in un angolo piuttosto che stare sul ring.  

Nei versi di “Minimalmente” si percepisce anche solitudine, con la quale l’autore instaura quasi un bel rapporto di amicizia. Si chiamava Pepi, il suo cagnetto, a cui dedica una poesia nella quale trasferisce enorme affetto e dove si evince la confessione di volerlo precedere nella fossa. E pepi lo emoziona ancora, subito dopo infatti la lettura della poesia così intitolata, Pepi, da parte di Dario Natale. Il poeta, che nel tempo ha intessuto legami con Mario Luzi, Caproni, Calogero, appare normalmente influenzato dalla loro visione al punto da citarli spesso nei suoi componimenti. L’omaggio a Costabile lo vede protagonista della più ampia critica letteraria che – secondo Iacopetta – andrebbe in qualche modo risarcito, per averlo nel tempo sottovalutato dalla società, quella società che attualmente lo ricorda con troppo folklore. “Il compito del poeta è di svelare la realtà. La poesia può diventare una nuova forma di comunicazione e di sentire anticipatoria da un punto di vista scientifico” – conclude Iacopetta.

V.D.

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