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Lamezia Terme, 4 gennaio - Si è svolto nei giorni scorsi presso la sala convegni Giovanni Paolo II del Seminario Vescovile, il primo convegno della rassegna culturale “Onda Meridiana” organizzato dall’Associazione Culturale Comitato Due Sicilie del Lametino che ha, tra l'altro, lo scopo, insieme al Comune di Lamezia Terme, della creazione del Caffè Letterario Bar del Popolo (Meridionale), nel centro storico di Sambiase  che consentirà di avere a disposizione, tra qualche mese, uno spazio culturale per libri e la proiezione di filmografia inerente i temi sul riscatto del sud. Al convegno erano presenti: Alessandro Malerba, presidente Comitato Due Sicilie del Lametino, Giovanni Tassone, direttore di Quaderni Calabresi, Pino Aprile, autore del libro “Mai Più Terroni. La fine della questione meridionale”, Amedeo Colacino, presidente Lions club Lamezia Terme Valle del Savuto e presidente Onorario del Comitato Due Sicilie del Lametino, nonché sindaco di Motta Santa Lucia e Francesco Antonio Fagà, del Comitato Due Sicilie del Lametino. Ad aprire il dibattito è stato Francesco Fagà che ha illustato l’iniziativa di una petizione “al fine – dichiara - di cambiare la via intitolata al savoiardo Cialdini e dedicarla al brigante Giuseppe Villella”.

Successivamente, ha  preso la parola il presidente Malerba che ha illustrato "Onda Meridiana" dichiarando che “l’Associazione prevede una serie d’incontri, dibattiti, convegni, iniziative il cui scopo è quello di riacquistare consapevolezza di quello che fummo e perché noi tra di noi ci chiamiamo compatrioti, briganti perché ci identifichiamo in quello che fu uno Stato al contrario della Lega, che si inventa, a fini populistici e di raccolta consensi, uno stato fantomatico: la Padania”. D’accordo con queste parole è stato lo scrittore Aprile che ha affermato come “noi non chiediamo la secessione, né ci identifichiamo come borbonici, con l’accezione negativa che viene data a questo termine, facilmente riscontrabile su un qualsiasi vocabolario della lingua italiana dove al termine Borbonico corrisponde l’aggettivo retrogrado”. Anche per Tassone “i Meridionali hanno bisogno di riappropriarsi dei propri spazi, per diffondere quella storia della popria terra, vituperata, nascosta e che invece dovrebbe farci essere fieri”. A concludere  il dibattito è stato Amedeo Colacino che ha spiegato come il libro Terroni “è divenuto un libro di testo nelle scuole e soprattutto di come per l’organizzazione dell’evento e della sua pubblicità sia stata utilizzata la forza del web”.

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