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Lamezia Terme - E’ una sensazione di oblio quella cui sono condannati i malati di Alzheimer, di dolore, sofferenza spesso nascosti e mescolati a vergogna e imbarazzo; perché, chi soffre di questa malattia deve imparare a gestirla. Di questo ha parlato oggi in occasione della XXII giornata dell’Alzheimer, un emozionato Michele Farina presentando il suo libro a Palazzo Nicotera, "Quando andiamo a casa?", quasi fosse, il titolo del libro, un richiamo di una madre o di tutti coloro soffrono questa malattia. Farina spiega attraverso una sua ricerca fatta con famiglie, istituzioni, strutture, operatori, ricercatori e storie vere dei malati di Alzheimer con il loro, spesso difficile, rapporto con la vita; storie queste, di cui lo stesso autore e già firma del ‘corriere della sera’, è protagonista in prima persona in quanto la madre è stata colpita e portata via dalla malattia ‘dal nome altisonante’.

Nel libro Farina racconta le varie tappe, ‘le scale che vanno a scendere’ della malattia che ha colpito la madre morta nel 2004, un doloroso percorso durato 8 anni. “Io mi sono informato - ha spiegato l’autore - con diverse persone su cosa fosse l’Alzheimer scoprendo che il suo decorso è fatto da tanti gradini e tante vite, perché tu scopri tante cose nuove sulle persone malate, che portano però infine a una grave e dolorosa perdita”. “Questa è una malattia complessa e nella sua complessità va compresa, è come se fosse una sorta di ‘luce’ che riprende le persone da un altro punto di vista facendone conoscere lati che non si conoscono, bisogna comprenderne i silenzi e da questi trarne i loro ricordi che possono esprimere con semplici gesti o parole. Ma da questi silenzi - in questo caso di ‘Francuccia’, la madre dell’autore - è nata la mia narrazione”.

La dottoressa Amalia Bruni ha introdotto gli ospiti e l’autore: “La malattia Alzheimer fa ogni anno tante vittime e va conosciuta a fondo perché chi ne soffre va capito, compreso e aiutato. Di questa malattia si deve quindi fare tanta informazione e parlarne”.  Ha conversato con l'autore incalzandolo con domande pertinenti il contenuto del libro Pasquale Allegro, che ne ha spiegato le peculiarietà. Presenti oltre ai medici ed esperti del settore anche il vescovo Luigi Cantafora: “Bisogna trasmettere l’esperienza di questa malattia ai più giovani, nella malattia come dice il Santo Padre, c’è la tenerezza”.Domani alle 17:30 sarà invece proiettato nella Sala Giovanni Paolo II del Seminario Vescovile il film "Still Alice", la storia di una giovane malata di Alzheimer, di R. Glatzer e W. Westmoreland (USA, 2014) con l’introduzione di Gianfranco Puccio. La manifestazione di sensibilizzazione ‘i giorni dell’alzheimer’ si concluderà il 24 settembre al parco delle biodiversità di Catanzaro con il libro "La Vita Dimenticata" di Francesca Frangipane.

Francesco Ielà

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