
Lamezia Terme, 21 dicembre - Il Presepe Vivente sambiasino, giunto al settimo anno, è la rappresentazione che si snoderà su via Porchio (quartiere Miraglia) e relative viuzze nei giorni 26 e 30 dicembre 2012 e 6 gennaio 2013 dalle ore 18:00 alle ore 21:00. Ad esso fa da sfondo la cornice caratteristica del centro storico dell’ex Comune di Sambiase, arricchita dai colori vivaci dei costumi tradizionali (le pacchiane), nonché, delle scene tipiche di alcuni mestieri artigianali antichi. Alla scena principale della natività che si svolge nella suggestiva chiesa dell’Addolorata al Quartiere Miraglia, fanno da cornice alcune scene di vita quotidiana che si svolgevano nello stesso centro in quel periodo. La manifestazione è nata 7 anni orsono ed ha subìto una interruzione nel Natale del 2010, a causa dell’ormai triste avvenimento del 5 Dicembre di quell’anno con l’incidente sulla SS18 in cui persero la vita 8 nostri concittadini e di cui qualcuno faceva parte anche dell’organizzazione della manifestazione. Il Presepe è stato sostenuto sempre dalla collaborazione volontaria di un gruppo di circa 100 persone che, secondo le capacità di ognuno, lavorano nei ritagli di tempo libero dal proprio lavoro. Le Le “grispelle”, il calzolaio, le comari, i dolci tipici sambiasini preparati per il Natale o in occasione dei matrimoni e nascite di bambini, il sapone fatto a casa, la lavandaia, “e ruseddhe” le caldarroste, la famiglia di un tempo, il fabbro, la maestra, il sarto, l’arrotino, il mercato, la cantina, il forno del pane, “a guccia” la macelleria, il caffè, “ u ricottaru” “ a scola”, sono soltanto alcuni dei mestieri di un tempo che vengono rivisitati durante la realizzazione del Presepe Vivente. All’interno delle case vengono ricreate scene tratte dalla vita quotidiana di un tempo: un ambiente familiare, la scuola di un tempo con i giochi e le urla dei bambini, la massaia che fa la pasta di casa, le donne che lavorano la lana, ecc. Accanto alle figure del passato sambiasino non mancano i personaggi tradizionali del Presepe: i soldati romani, i Re Magi che portano i doni al Bambino Gesù, impersonato, sempre, da uno dei bambini nato negli ultimi mesi di quest'anno, coccolato amorevolmente dalla mamma e dal papà che rappresentano Maria e Giuseppe. Un presepe che si rinnova nella tradizione antica e contadina che proprio tra i vagli sambiasini trae ogni anno nuova linfa.
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