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Lamezia Terme - Ancora una galleria d’immagini nel nuovo libro di Tonino Spena “Orizzonti verticali”, ma non si tratta di fotografie: sono ricordi dipinti a parole, luoghi della memoria, colori e suoni, amori. Anche e soprattutto quello vivissimo per il proprio quartiere d’origine, Bella, un tema ricorrente nelle pubblicazioni di Spena, che viene rivissuto attraverso una serie d’istantanee in prosa poetica, dense di riverberi nostalgici eppure trasparenti di una quieta serenità. Al centro di questi scorci vediamo le figure che costellano un’infanzia apparentemente eterna: il parroco, il barbiere, l’ubriacone, il postino, il professore, con le loro storie tutte da narrare – perché Spena non si definisce scrittore, ma narratore.

“Scrivo per me – dice infatti di sé stesso – e non scrivo mai sapendo già cosa scrivere, ma lo scopro andando avanti”. A condividere la scoperta con lui, insieme al critico ed amico Tommaso Cozzitorto, due giovani relatrici, Maria Cristina Mazzei e Valentina Rosaria Cacciola, in una serata moderata da Luisa Vaccaro, che ha visto gli interventi degli scrittori Antonio Pagliuso e Pasquale Allegro, intervallati dalle letture di Giancarlo Davoli.

“In questo libro Spena recupera la propria dimensione narrativa – sottolinea Allegro – che sta proprio nel suo non saper crescere: in questi frammenti puoi ancora vederlo a sbucciarsi le ginocchia dietro a un pallone o a smicciare le ragazze in Piazza Roma.” Il tutto fra le pietre di un luogo che forse non esiste più ma che il lavoro di Spena, che è già all’undicesimo libro, contribuisce senza dubbio a rendere eterno.

Giulia De Sensi

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