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Lamezia Terme - Dopo circa 40 repliche in tutta Italia è andato in scena per la seconda volta al teatro Umberto di Lamezia Terme facendo sold out, “Patres” spettacolo teatrale della Compagnia Scenari Visibili che ha inaugurato la tredicesima edizione di “Ri-Crii” rassegna di teatro contemporaneo. la storia è quella di un padre stanco e un figlio cieco legato ad una corda attraverso cui orientare il suo spazio. Un padre che nonostante la solitudine interiore riesce a trasmettere l’essenziale al figlio: gli insegna a mettere le mani avanti e a guidare una nave, con la quale si necessita dell’udito e non degli occhi. Un Telemaco di Calabria, quello di Patres, che di riflesso richiama il Complesso di Telemaco di Massimo Recalcati ( Psicoanalista lacaniano) in cui emerge un figlio orfano di padre, che attende il suo ritorno.

“Ca mo torna. Jiu a’accattari i sigaretti, e mo torna. Jia a’ accattari i sigari, e mo torna”. Non un patres da pater familias ma un patres che ascolta è quello di cui oggi si necessita. Un testo che vede la penna di Saverio Tavano, e che da qualche mese è pubblicato anche in versione inglese dalla casa editrice alternativa La Mongolfiera. Lo stesso Tavano che in Patres ha curato la regia e la drammaturgia. L’interpretazione è invece di Dario Natale e di Gianluca Vetromilo, coppia intramontabile di Scenari Visibili. Lo spettacolo è risultato come miglior spettacolo al Festival Inventaria 2014 Teatro dell’Orologio di Roma, ha ricevuto il premio contro le mafie del MEI di Faenza 2014, secondo premio al Festival Teatrale di Resistenza Museo Cervi – (RE).

Subito dopo lo spettacolo sono saliti sul palco del Pidocchietto il critico teatrale Alessandro Toppi e il docente di letteratura italiana contemporanea Dario Tomasello, rispettivamente di Napoli e Messina,  giunti per la prima volta a Lamezia per la presentazione del testo di Patres. Alessandro Toppi parla di Patres asserendo al fatto che una storia lametina, calabrese, grazie alla forza del suo dialetto, ma non solo, è riuscita ad entrare in un immaginario collettivo nazionale divenendo così “La storia del nostro paese”. Tra le tante citazioni rimaste impresse al critico ce n’è una in particolare ed è “ Cca. Gira e rigira sempri cca si torna”.

Da questo suono si rimanda a un senso di appartenenza, a un senso di identità e di uguaglianza, un senso di riconoscimento. Il dialetto di Patres è corpo. A parlare della situazione teatrale italiana anche Dario Tomasello, che riesce con poche parole a restituire il concetto di teatro contemporaneo, in un momento come quello attuale dove oltre all’inerzia del ministero è presente anche una grande crisi di valori e una sempre più necessaria differenziazione tra le varie tipologie di teatro. Il teatro contemporaneo dice ancora Toppi “ È rivelatore del nostro presente, perché racconta delle storie che sono le nostre storie. Dario Natale in Patres racconta la sua storia”. Presente in sala anche il Sindaco Paolo Mascaro e alcuni membri della commissione cultura. Il sindaco ritorna sul concetto di “Qua” e sul senso dei luoghi, esprime grande emozione e spiega come ciascuno, dopo Patres, torna a casa con una riflessione in più. Il prossimo appuntamento di Ri-CRii è previsto per il 5 febbraio al Teatro Umberto con “la Marcia Lunga” sempre di Saverio Tavano e con Achille Iera, Soukaina Maktoum e Roberto Calimeri.

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