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Lamezia Terme - Riapre un teatro e riparte una rassegna, alla quattordicesima edizione, dedicata ai nuovi codici del teatro. La rassegna "Ri Crii" ideata da Dario Natale di Scenari Visibili a Lamezia Terme, riprende dall'idioma calabrese il divertimento della vera rappresentazione, ma è anche un inno alla ri-creazione di una identità, quella del meridione in genere, sempre più diluita o corrotta. Quest'anno la rassegna si svolgerà interamente nel nuovo spazio, come una azione in divenire, un nuovo modello di teatro abitato. È il TIP Teatro (Punta in inglese, per altri un acronimo da indovinare, per altri chissà...), nuova sede operativa di Scenari Visibili, aperto da circa due mesi, sta già guadagnando un posto nell'immaginario collettivo. Pensato per il teatro al suo interno trovano accoglienza tutte le arti.

La Rassegna partirà con un prologo, che prevede due repliche di "PROVE APERTE" del Libero Teatro di Max Mazzotta, in scena al TIP Teatro  (Via Aspromonte) il 26 e il 27 dicembre alle 21.00, si continuerà l'1 gennaio con il progetto musicale "GINGAICHING" di Fabio Tropea alle 18.00, Gingaiching la materia del sogno, sicuramente un inedito concerto di capodanno.

PROVE APERTE una produzione Libero Teatro
scritto e diretto da Max Mazzotta
con: Paolo Mauro / MIMI'
Graziella Spadafora / COCO'
Max Mazzotta / CARMINUZZU
Assistente alla Regia / Consolle Iris Balzano,Assistente alla Drammaturgia Antonella Carchidi, Consulenza Costumi Rita Zangari, Responsabile tecnico / Video Gennaro Dolce.

Prove Aperte racconta le vicende di tre teatranti calabresi Mimì, Cocò e Carminuzzu (folle regista dei nostri tempi) alle prese con l'allestimento di uno spettacolo da rappresentare in un importante teatro con pochi giorni a disposizione e con una compagnia ridotta al minimo indispensabile. Mimì e Cocò fanno fatica a capire le idee del folle regista, la sua poetica e il suo modo di concepire l'arte teatrale, anche perché egli vorrebbe realizzare uno spettacolo incentrato sulla ricerca di «Un teatro moderno che parla dei tempi moderni» e che esprima attraverso metafore il tema della vittima e del carnefice....La forza di Prove Aperte sta sicuramente nell’irresistibile, surreale comicità dei personaggi; se Carminuzzu è un regista talmente pazzo da costringere i compagni a improvvisare una scena che ha come protagonisti una soppressata e un salumiere, Mimì e Cocò sono degnissimi rappresentanti della vasta gamma di manie, vezzi, isterismi e sindromi compulsive che caratterizzano gli attori. La sincerità della loro follia fa sì che ciò che avviene in scena risulti nello stesso tempo del tutto incredibile e assolutamente verosimile; il pubblico viaggia sospeso fra questi due opposti, domandandosi per tutto il tempo se i personaggi sul palcoscenico siano tre poveri guitti, oppure degli artisti talmente grandi da risultare incomprensibili.

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