
Lamezia Terme - Riprendendo, dopo la pausa estiva, i lavori di archeologia sperimentale sulla ricomposizione delle lastre tombali fittili rinvenute in località San Sidero nel 2010. Si tratta di una sepoltura ad inumazione del tipo a cassa di tegole con copertura piana realizzata scavando una fossa rettangolare orientata N/S. Il progetto prevede lo studio e la ricomposizione del manufatto, che attualmente è custodita nei depositi del Museo Archeologico Lametino in via Garibaldi. Il progetto si pone come obiettivo cosa fare per conservare e valorizzare il patrimonio archeologico e artistico non solo per qualità e quantità ma anche per incuria. Questo si concretizza in un piano di lavoro che, nel caso specifico, prevede: rilievo fotografico di tutti i frammenti; disegno di tutti i reperti e l’analisi chimico-fisica dell’argilla del manufatto presso i laboratori dell’Unical; studio ed analisi della bibliografia esistente; realizzazione ed integrazione di eventuali pezzi mancanti; ricomposizione virtuale del manufatto; ricomposizione reale del manufatto finalizzata all’esposizione permanente nelle sale del Museo Archeologico Lametino; produzione di un video e di un testo che documentino tutte le fasi del lavoro e organizzazione di un convegno scientifico da tenersi nei locali del Museo Archeologico Lametino.

Le tre prime fasi, propedeutiche alla ricomposizione della tomba a fini espositivi, sono state in parte completate (20 lastre su 24), grazie alla partecipazione fattiva di alunne e alunni della sezione grafica ed artigianato dell’IIS Leonardo da Vinci di Lamezia Terme. Il lavoro svolto ha compreso un laborioso fotografico, l’assemblaggio di circa 1500 frammenti, la restituzione grafica di tutte le lastre ricomposte ed una ricerca bibliografica sulla natura e la tipologia delle lastre fittili (argilla) utilizzate tra il VI e III secolo a.C. nell’Italia meridionale. La nuova fase di lavoro, che avrà inizio entro la metà di ottobre e che si svolgerà nel Museo Archeologico Lametino, sarà aperta al pubblico.
“Si tratta di una esperienza rara, se non unica - è scritto nella nota - nel contesto museale nazionale favorita dalla sensibilità del direttore del Museo Archeologico Lametino e responsabile di zona, dott. Gregorio Aversa, dalla Dirigente dell’IIS Leonardo da Vinci di Lamezia, dott.ssa Patrizia Costanzo e dalla presidente dell’Associazione Archeologica prof.ssa Vincenzina Purri Siviglia per i quali l’approccio operativo e concreto alla tutela dei beni culturali è una strada decisiva per sensibilizzare i giovani alla valorizzazione del proprio territorio”.

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