
Lamezia Terme - Sabato 8 novembre alle 17.30 al Teatro Umberto si terrà il convegno “Lo spreco che avanza: educhiamoci” promosso dal Soroptimist International Club di Lamezia Terme e dall’associazione Consumatori Utenti (ACU) Regione Calabria con l’intento di informare e responsabilizzare i cittadini e le famiglie, sensibilizzandoli sul tema e nei comportamenti di acquisto quotidiano. All’incontro, dopo i saluti della presidente del club service dott.ssa Giuseppina Mazzocca e del presidente regionale dell’Acu Sergio Tomaino, relazioneranno il dott. Gianni Cavinato presidente nazionale Acu no profit, tecnologo alimentare e già presidente ICEA Istituto certificazione etica e ambientale e la dott.ssa Marina La Rocca, medico, direttore del Servizio Igiene alimenti e nutrizione di Lamezia dell’Asp di Catanzaro.
Durante il convegno, che sarà moderato dalla giornalista Luigina Pileggi e che ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Lamezia Terme, verranno allestiti degli stand dimostrativi a cura dell’associazione amici del pane. Soroptmist e Acu di Lamezia Terme intendono sollecitare e sensibilizzare non solo “il Comune di Lamezia Terme ma anche i Comuni del lametino sul tema degli sprechi alimentari, proponendo loro di aderire e di adottare la “Carta SprecoZero”, un decalogo e un impegno per le Amministrazioni coinvolte di adottare buone pratiche ed iniziative sui territori di competenza per la riduzione degli sprechi e delle perdite alimentari. Anche i Comuni e gli enti locali possono contribuire a formare la sensibilità e la coscienza civica della lotta contro gli sprechi”.
“Riteniamo - concludono - quindi necessario contribuire alla campagna informativa sul tema degli sprechi anche sensibilizzando i ragazzi delle scuole del lametino, generazione del futuro, ai quali va insegnata la distinzione tra il concetto di rifiuto e di spreco. Per questo il Soroptimist e l’Acu distribuiranno agli studenti delle scuole dei depliant informativi e un questionario anonimo i cui risultati saranno presentati in un prossimo incontro. Anche perché tramite loro sarà possibile raggiungere e informare le famiglie sul tema, tentando anche di far pervenire nelle case pillolle di educazione alimentare”.
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