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Lamezia Terme – Scarpe rosse che seguono un cammino lungo corso Numistrano e che nel chiostro di San Domenico si fermano e formano una grande A. A come Adelina Bruno, uccisa due anni fa per mano dell’ex fidanzato; A come amore negato; A come aiuto, A come autodifesa e A come allievi, “perché – spiega Stefania Mancuso, presidente del club Soroptimist lametino, tra gli organizzatori dell’iniziativa – bisogna diffondere il messaggio della non violenza e fare educazione di genere”. La marcia silenziosa è cominciata su Corso Numistrano, davanti la Cattedrale: tante donne, ragazze, bambine, si sono date appuntamento per manifestare il loro dissenso proprio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. “Armate” con delle piccole fiaccole, hanno sfilato sul corso fino al chiostro San Domenico, dove questa mattina, Ester e Carlo Pontoriero hanno preparato l’installazione, “che – ci spiegano - è stata volutamente modificata rispetto a quelle delle altre città italiane”. Oltre alle scarpe rosse poggiate lungo la strada, infatti, tante altre sono state sospese, proprio per simboleggiare e ricordare tutte quelle donne che sono state uccise e strappate tragicamente alla vita per mano dell’uomo. Sospensione delle scarpe, quindi come sospensione della vita.

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Un’iniziativa questa che ha visto coinvolte tantissime associazioni femminili che operano sul territorio lametino e che, nonostante ognuna di esse abbia una propria specificità, hanno deciso di condividere questo momento. “Fondamentale, infatti, - spiega il presidente della Commissione Pari opportunità Rosa Andricciola – è stata la condivisione e soprattutto la rete creatasi tra le diverse associazioni, che sono tante e che hanno collaborato per la riuscita di questa manifestazione”. Oltre alla condivisione, è necessaria però, un’opera di sensibilizzazione, “affinché – continua il consigliere Andricciola – si possa arginare questo fenomeno”. Campagne di sensibilizzazione, quindi, ma anche di educazione, “perché – spiega il vicesindaco e assessore alle Pari opportunità Milena Liotta – le donne sono vittime degli uomini, ma gli uomini sono anche loro figli. E da loro dobbiamo partire per educarli al rispetto”. Tra i partecipanti, anche qualche studente del Liceo Tommaso Campanella, presente con lo stendardo della scuola, che insieme agli studenti di altri istituti lametini (Industriale, Scientifico e Classico) sono stati coinvolti e hanno partecipato attivamente e simbolicamente portando, questa mattina, delle scarpe rosse, necessarie per l’installazione.

E tra gli altri, anche il dirigente del commissariato di Polizia, Antonio Borelli, che, ricordando che il corpo della polizia è stato e sarà in futuro vicino alle donne che soffrono, con i suoi uomini ha partecipato attivamente alla manifestazione. In uno stand, infatti, erano presenti alcuni opuscoli redatti dagli agenti, con dieci regole d’oro per le donne che si trovano in difficoltà o pensano di esserlo. Un video realizzato grazie alla collaborazione degli agenti di polizia, ha concluso la manifestazione, ricordando, purtroppo, tutte le vittime della violenza: nomi, volti e storie di giovani donne strappate alla vita.

C.S.

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