
Lamezia Terme – La scrittrice Dacia Maraini è stata ospite del Liceo “Tommaso Campanella” per incontrare e presentare agli studenti dello stesso liceo e del Liceo classico “Francesco Fiorentino” il suo ultimo libro: “Chiara D’Assisi – elogio della disobbedienza”. Nel pomeriggio, invece, alle 18:00 la Maraini incontrerà il pubblico presso la libreria Tavella. La presentazione del libro inizia con una breve scenetta interpretata dagli studenti del “Campanella” sulla vita di Chiara e Francesco d’Assisi, molto apprezzata dall’autrice. A parlare per primo è il dirigente scolastico del Campanella che saluta l’autrice e afferma: “L’importanza di questo incontro fra i ragazzi delle scuole e il ‘faber’, l’autore, di questo libro, si tratta - dice - di una metodologia per avvicinare i ragazzi alla cultura della lettura. Lettura che li aiuterà a crescere. I ragazzi di oggi, nativi dell’era digitale, spesso non hanno un definito progetto di vita cosa che la Chiara di questo libro ha e lo dimostra anche a sue spese con tante sofferenze e privazioni”. “Il libro presenta diverse prospettive e fa un’attenta analisi della condizione della donna - continua il dirigente scolastico - facendo riferimento anche al concetto di possesso nel femminicidio, “l’ ho uccisa, le ho fatto male perché è mia”, un concetto sbagliato, l’amore non è possesso ci vuole anche insegnare il libro, è importante poi rilevare la spiritualità che ci manca. Questo libro di Dacia è una voce alla disobbedienza e alla sregolatezza, una sregolatezza e disobbedienza positive, una disobbedienza etica che vuole sì rispettare le leggi, ma disobbedirle per migliorarle eticamente”. Gli altri insegnanti presenti affermano: “Chiara è una donna ubbidiente e cerca di mantenersi entro certi limiti. Da questo libro vogliamo esca una riflessione sulla condizione femminile” concludono gli insegnati.

“La donna era poco considerata allora, ma ancora oggi” dice l’autrice, che asserisce nel suo libro: “Chiara è ubbidiente nei confronti della Chiesa (intesa come istituzione…) ma nel suo convento pratica il voto di umiltà (elemosina, il rifiuto per la proprietà…), è umile e modesta a tutti perché questo era il suo senso di rivoluzione, di libertà, un concetto che il suo convento non approvava. ‘Tutto ciò che c’è sulla terra, appartiene a Dio’, diceva Chiara. Nel Vangelo Gesù proclamava l’amore, ‘ama il tuo prossimo come te stesso’… anche Francesco d’Assisi che Chiara seguì, diceva, ‘i frati devono lavorare, ma per spirito di servizio senza percepire nulla’, ‘i frati devono accogliere tutti senza alcuna distinzione, raccogliere le elemosina, dedicarsi al prossimo’, ‘la Chiesa non deve imporsi con le armi’ – nascono allora i tribunali dell’inquisizione con Papa Innocenzo IV, dove si usava la tortura per estorcere una dichiarazione ma non sempre veritiera”. Termina con una speranza l’autrice: “Mi auguro che Papa Francesco possa continuare tranquillamente il suo percorso di cambiamento della Chiesa”.
Francesco Ielà
© RIPRODUZIONE RISERVATA