
Lamezia Terme – Silvia Pujia, giovane artista lametina, è una delle vincitrici del Premio Internazionale Lìmen Arte 2013, rassegna d’arte contemporanea promosso dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia. Sabato, infatti, l’artista è stata premiata durante la serata conclusiva della V edizione, vincendo, nella Sezione Artisti Calabresi curata da Lara Caccia ed Enzo Le Pera, con la sua opera “Soglie”. Si tratta di un’opera ambientale, realizzata scegliendo, recuperando e riposizionando 21 soglie in pietra e marmo (Courtesy: Marmeria Dattilo Vincenzo, Pianopoli) che la stessa artista, attraverso una perfomance presso la marmeria, ha attraversato “per abitare il cambiamento”. Sta proprio in questa frase il concept dell’opera ed è Silvia Pujia a spiegarlo: “Riprendendo e riflettendo sul concetto di Lìmen, come linea di demarcazione e di passaggio, sia in senso fisico, come spazio sociale che concettuale e identitario, l’ho interpretato e Soglie diventa un luogo di relazione in cui concetti ed esperienze di incrociano, si toccano, si incontrano e si ignorano”.
La scelta di utilizzare un numero ben preciso di soglie non è casuale: il ventuno è un numero che rimanda al cammino umano, mentre per quanto riguarda il posizionamento riflette proprio il concetto di cambiamento e attraversamento, che l’opera stessa vuole rappresentare. Lo spettatore, così come ha fatto l’artista nella sua azione performativa, documentata dalla foto che accompagna l’opera (realizzata da Roberto Valentino), è invitato a salire sulle soglie e di conseguenza, sarà costretto a dover prendere una decisione, ed è proprio questo l’intento dell’artista: “Chiunque salga non potrà rimanervi indifferente, perché la sua presenza all’interno dell’ambiente impone una scelta: restare immobile decidendo di non oltrepassarla; l’ex cedere, l’andare al di là del limite e varcare la soglia scegliendo di superarla; il transitare sulla soglia, sostare abitare al suo interno. È un invito – continua – ad indagare la triade relazionale sé – luogo – altro in tutte le sue modulazioni”. La giuria che le ha assegnato il premio, composta da illustri esponenti del settore e che ha avuto come Direttori artistici Giorgio Bonomi e Giorgio Di Genova, ha voluto evidenziare quanto l’opera di Silvia Pujia sia stata in linea con il concept del Premio Lìmen, che si propone proprio di essere “soglia” per entrare nel territorio dell’arte e, soprattutto, evento che punti a promuovere l’arte contemporanea come eccellenza nel territorio calabrese. Nelle motivazioni, infatti, si legge: “Avendo dimostrato un’elevata maturità artistica nel riuscire a coniugare, con questa installazione, la composizione geometrica ed i materiali che si offrono, ‘poveri’ e ‘ricchi’ nello stesso tempo, come un insieme di ‘soglie’ che simbolicamente l'artista cerca di varcare”. L’artista ha già ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e anche internazionale, vincendo una borsa di studio presso la Goldsmiths-University of London e una residenza d’artista presso il Centro d’arte La Chambre Blanche in Quebec, durante la quale ha realizzato un’installazione nomade che, oltre ad essere esposta in galleria, è stata collocata in vari punti della città. A giugno, invece, era tra i finalisti della III Edizione dell’International Artists Residency, promossa dal MARCA di Catanzaro in collaborazione con la Dena Foundation. Le sue opere, in generale, indagano proprio l’aspetto relazionale e identitario e lasciano interagire lo spettatore, come se diventasse protagonista nell’opera.
Claudia Strangis
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