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Lamezia Terme – Si è svolta questa sera, presso la Libreria Tavella, la presentazione del libro “Senza Parlare” – 18 testimonianze di straordinari dialoghi, promossa da Soroptimist Club Lamezia Terme in occasione del “Soroptimist Day” giornata di sensibilizzazione in difesa dei diritti umani. Ne hanno parlato questa sera, con l’introduzione di Pierluigi Tavella, il dott. Alessandro Chiari – terapista della neuro e psicomotricità dell’età educativa – Centro Benedetta d’Intino di Milano;  Sabrina Curcio – dirigente  psicologo ASP Catanzaro; Stefania Gambardella e Giusy Mazzocca di Soroptimist Club Lamezia Terme.

Tema centrale del libro, che si evince dai vari interventi, è la Comunicazione aumentativa alternativa che riguarda persone con disabilità comunicative. Si è parlato a lungo di come la comunicazione non debba essere considerata un dono ma un diritto, e di come debba, necessariamente, appartenere a tutti. Non è facile però creare tale tipo di comunicazione, alla cui base è indispensabile la presenza di una molteplicità di elementi: opportunità, integrazione scolastica, mediazione. Bisogna rispondere a domande come: Con chi parlare? C’è qualcosa di cui parlare? C’è un facilitatore? E poi l’accesso: C’è un modo per comunicare? “Pensare, dunque, a input aumentativi e output aumentativi, ci può aiutare a costruire un discorso imperniato su quelli che sono i bisogni delle persone disabili, e trovare uno o più modi di risolverli. La comunicazione può essere intenzionale e non intenzionale, può implicare segnali convenzionali o non convenzionali” – afferma Alessandro Chiari.

Sienkiewicz-Mercer, tetraplegico nato nel  Massachusetts e grande attivista dei diritti umani, era considerato stupido, a causa della sua difficoltà di comunicare. Diceva “ Spesso la gente fa un parallelo fra la capacità di parlare e la nostra intelligenza”. È molto importante – prosegue Chiari – dare delle occasioni, un bambino autistico aiutato da mezzi tecnologici avanzati può anche arrivare a scrivere poesie, ma deve anche avere qualcuno pronto a leggerle”. Si è abituati, molto spesso, a considerare disagiate le persone con gravi disabilità comunicative solo perché soffrono di una giusta e mancata integrazione e si rifugiano nel silenzio e nella solitudine.  Stefania Gambardella lascia la propria testimonianza facendo perno sulla volontà dell’amministrazione comunale nell’accogliere una proposta innovativa. “Speriamo che anche nella nostra città, così come altrove, possano essere predisposti dei simboli di accesso pubblici da cui si potrà dedurre che in quel locale, o negozio, che in quel centro o luogo pubblico, c’è del personale attento e preparato ad accogliere e comunicare con persone colpiti da disabilità comunicative”.  A portare i saluti del sindaco della città, e presente presso la libreria Tavella, anche l’attuale assessore all’urbanistica Anna Maria Scavelli che si è dimostrata aperta al dialogo. 

V.D.

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