
Lamezia Terme - “I bulli sfociano il loro malessere su altre persone, per sentirsi grandi, potenti. Il bullo soffre, a sua volta, di un personale malessere ma, la sua vittima diventa fragile e vulnerabile perdendo gradualmente la sua autostima arrivando a pensare che gli episodi che vive siano colpa sua”. Così nella sua relazione la psicologa Sabrina Curcio nell’incontro odierno ‘Il bullismo: conoscere per prevenire e contrastare’, sul sempre più attuale tema del bullismo che si è tenuto alla scuola ‘Pitagora’. Scopo dell’appuntamento, al quale ne seguiranno altri, è promuovere la cultura della non violenza, insegnandola ai ragazzi delle scuole affinché siano istruiti alla prevenzione contro ogni forma di violenza.

Il progetto realizzato con la Polizia di Stato è stato fortemente voluto dalla presidente del Soroptimist club Giuseppina Mazzocca, dal dirigente psicologo Asp Catanzaro Sabrina Curcio e dal dirigente scolastico Teresa Bevilacqua che in merito al tema ha chiarito, “bisogna comportarsi in maniera sana e corretta per evitare episodi di bullismo, un atteggiamento che non giova a nessuno”. Nell’illustrare la sua relazione la psicologa ha evidenziato l’importanza della diffusione del messaggio della non violenza in tutte le sue forme che non deve essere mai sottaciuto. “Bisogna diffondere e parlare tanto - ha spiegato - della cultura della non violenza e del fenomeno bullismo per conoscerne appieno le dinamiche, senza mai stancarsene, per questo è importante che il messaggio parta sin dalle scuole, perché come ha anche rimarcato il sindaco, i bulli di oggi saranno i delinquenti di domani”. Il comportamento del bullo è di prevaricare, “con un atteggiamento vessatorio e oppressivo”, un’altra persona “etichettata come più debole” o “di diversa natura che sia sessuale, religiosa, comportamentale…”. Si tratta, ha continuato la Curcio, di “un fenomeno ‘orizzontale’, un malessere sociale, che si verifica fra i pari come compagni di scuola. Il bullismo non è solo fisico ma è anche psicologico e quest’ultimo è subdolo ed è difficilmente sanzionabile. Il bullismo crea Sofferenza psicologica sia nella vittima e sia nell’autore. E tale dolore accomuna sia chi lo fa e sia chi lo subisce”. La psicologa ha poi illustrato le varie forme di bullismo, quello diretto, quello indiretto e il cyberbullismo che nasce dall’anonimato, dietro lo schermo di un computer, “dove non si può mai sapere, con certezza, con chi si sta chattando ed è possibile inviare dati di ogni tipo e fa ‘perdere’, quasi del tutto, il contatto umano che è un’altra cosa”.
Maria Gaetana Ventriglia sostituto commissario della Polizia di Stato ha infine spiegato, anche con brevi video, l’utilità di questi incontri, “perché fanno nascere nei ragazzi il senso della legalità. Il bullismo è un reato è riguarda anche ‘gli osservatori’ i quali rafforzano l’opera del bullo. Infatti, da spettatori sono in qualche modo, anche loro ‘bulli’ perché potrebbero fermare il bullo in questione, ma non la fanno perché preferiscono starlo a guardare”. Importante dunque come più spesso sottolineato è che le vittime di bullismo denuncino tali episodi ad un adulto, ad un insegnate o a una persona di cui si fidano”. Il sindaco Mascaro ha portato i suoi saluti, rimarcando l’importanza dell’argomento trattato, “bisogna inculcare e mettere in atto il rispetto della legalità”.
Francesco Ielà

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