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Lamezia Terme - Ha raffigurato e raccontato la frazione di Bella. In un libro dal titolo: “Bella e la sua gente”. E come tutti i manoscritti di successo, è il secondo volume.  Lo ha presentato l’autore, Antonio Spena, nella suggestiva cornice di palazzo Nicotera, con un vasto pubblico di lettori e amici. Per l’autore raccontare vuol dire “consegnare la memoria di questo luogo” dove lui è nato e cresciuto e, dove vive tuttora. Si è detto orgoglioso di esserci nato. E non solo, ha parlato anche del fenomeno dell’emigrazione. Non ha dimenticato di affrontare le tematiche che affrontano i ragazzi che hanno abbandonato la loro terra per emigrare come facevano i nostri nonni con la famosa valigia  di cartone. “Oggi si parte con la laurea - ha detto - e non bisogna resettare e non accoglierli in modo dignitoso e ospitale”. I primi emigranti, infatti, descrive nel libro “trenta anni fa arrivarono a Bella, e tuttora, si comportano bene perché l’ambiente è tranquillo e sereno”, dice l’autore.

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Poi con una nota dolente colpisce la città della piana che “ha il problema di non riuscire a crescere e non si riescono a conoscere i motivi”. Sugli abitanti di Bella, definiti “cupini” ne spiega il motivo. Essendo agricoltori e subendo calamità dalla natura nel raccolto, devono imparare a mettere da parte, a conservare  per l’inverno. Da qui nasce questo antipatico termine. Il libro racconta le storie  degli abitanti  del quartiere in 380 pagine illustrate, 1800 sono gli abitanti della zona. E lui ammette di realizzare un sogno, cioè, quello di dedicarlo a tutti quelli che non abitano più nella frazione perché partiti, e che non possono più vivere le sue viuzze, caratteristiche e uniche. “In particolar modo - dice Spena - quella che porta alla Madonna delle Spine dove, per l’appunto, abitavano i suoi genitori. Il nome è via Carnia".

Maria Arcieri

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