Salta al contenuto principale

ciconte-veltri-forgione-trame-3-lamezia-bis.jpg

Lamezia Terme -  “Politici e malandrini”, è l’ultimo libro di Enzo Ciconte, scrittore e giornalista calabrese, che ha presentato la sua fatica letteraria nel cortile di Palazzo Nicotera, in occasione della seconda giornata di Trame. A discuterne con lui, Francesco Forgione, già Presidente della Commissione Antimafia, e Filippo Veltri, giornalista. Il libro narra la storia del rapporto tra Stato e Mafia, e lo fa partendo da molto lontano, fin dall’inizio dell’ottocento, mettendo a fuoco alcuni degli aspetti delle mafie e della legalità nel nostro paese. Ciconte spiega come la ‘ndrangheta sia l’unica organizzazione che ha la capacità di estendersi al di là dei confini regionali, al nord e all’estero, e contrariamente ad altre organizzazioni, di come solo la ‘ndrangheta riesca a clonare le proprie ‘ndrine e a creare rapporti molto stretti con il mondo della politica e dell’economia ed è proprio in questo che sta la sua vera forza. Stessa opinione anche per Forgione: “La vera forza della ‘ndrangheta è stato il fatto che non ha mai avuto una linea di contrasto netta con lo Stato, come ha fatto la mafia. In realtà sono state le istituzioni che non l’hanno capita e molto spesso sottovalutata. Il rapporto che ha avuto con la politica, - continua - non è stato solo di scambio, controllo sociale e consenso, ma soprattutto, un rapporto di internità agli apparati dello Stato”.

trame-3-lamezia-platea.jpg

La vera forza della ‘ndranghetà è, come più volte ricordato, la sua intelligenza nel fare comunità e quindi ricreare, al Nord (riportano l’esempio di Lombardia e Liguria) o all’estero, le stesse situazioni di potere che avrebbe mantenuto in Calabria. Tutto questo coadiuvato dal fatto che per molto tempo è rimasta nell’ombra, mantenendo il suo carattere d’invisibilità, perché, spiega l’autore “‘ndrangheta, magistratura, politica e massoneria sono un incrocio perfetto al cui centro ci sono alcuni uomini infedeli dei servizi segreti. Solo facendo la storia della magistratura calabrese – aggiunge - e dei suoi rapporti con la massoneria, potremmo capire il perché la ‘ndrangheta sia rimasta invisibile per così tanto tempo”. Quello di cui parla Ciconte è un intreccio oscuro, che lui tenta di svelare, attraverso le pagine del suo libro, raccontando una storia che per molto tempo è rimasta sconosciuta ai più. “Al nord, c’è, esiste una modalità mafiosa, fatta da imprenditori, uomini della finanza, che intrattengono rapporti con la politica – afferma Ciconte – ed è quella modalità importata sulla base del modello ‘ndranghestista”. Questo stesso modello, secondo Forgione, si è poi trasformato in un vero e proprio sistema di corruzione che ha travolto e ha inghiottito tutti: “Il rapporto tra politica, finanza, imprese ha cambiato definitivamente e negativamente il rapporto tra rappresentanti e rappresentati”. “È necessario, - continua – che la lotta alla mafia, alla ‘ndrangheta esca dall’ambito penale, e penetri nelle coscienze e diventi di tutto, non solo di chi la vuole combattere in ambito giudiziario”.

ciconte-veltri-forgione-trame-3-lamezia.jpg

Ciconte parla poi di riformare la politica calabrese, ma oltre al rapporto consensuale con la ‘ndrangheta ricorda anche coloro che hanno deciso di avere un rapporto conflittuale con essa: nella sua fatica letteraria, lo scrittore dedica un intero capitolo, l’ultimo, ai “Signor No”, proprio per evidenziare che non esiste solo chi acconsente ad intrecciare rapporti con l’organizzazione criminale, ma che esistono e sono esistiti, e sottolinea da sempre, coloro che hanno detto no alla ‘ndrangheta e che hanno avuto il coraggio di fare una scelta diversa: “Senza andare lontano posso ricordare il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, che da sempre è in prima fila contro la lotta alla criminalità organizzata, dopo due consigli comunali sciolti precedente per infiltrazioni mafiose”. “Concludo il mio libro – continua l’autore – con parole di speranza ma la mia penna ormai si sta asciugando. Spero però – conclude – che qualcuno mi possa convincere del contrario”.

C.S.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.