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Lamezia Terme - Ha girato un documentario in cui incontrò l’avvocato Gianni Agnelli che divenne molto curioso con il regista calabrese. Due ambienti diversi. Che non si incontreranno mai. Il titolo del libro è “Io e l’avvocato”. Storia dei nostri padri”. Autore, Mimmo Calopresti. Sala più che gremita. Regista più che affascinante. Così ricorda Calopresti l’avvocato più famoso d’Italia. “Aveva molte curiosità quasi da gossip”. “Voleva sapere cosa facevo”. Gesticola molto il regista, vestito in blu, capelli bianchi e molto cordiale verso chi lo ferma per un autografo. “Sapeva sempre con chi ero fidanzato. Sapeva tutto perché era un attento lettore di giornali, ed era sempre informatissimo”. Incalzato da una più che professionale Fulvia Capara, che ha discusso le fasi della sua vita professionale nel piacevole incontro. Sul legame della Calabria Calopresti ha confessato di sentire molto l’attaccamento alla sua terra. “E in parte la vorrei cambiare perché a volte mi delude”. E sul libro, ha concluso, davanti a un pubblico estasiato, “la sceneggiatura è già scritta”. Racconta la storia di un giovane sarto calabrese di Polistena. Ambientato nel 1961 che si trasferisce a Torino per cercare lavoro come operaio. Alla Fiat. La famiglia lo raggiunge dopo due anni. Il figlio ha sei anni e sognava già di andare al Nord-Italia. In quella città Gianni, erede della famiglia più ricca d’Italia, è orfano di padre, deve abbandonare la vita di divertimenti per dirigere la Fiat. Due ragazzi che dovranno incontrarsi in un intreccio di destini.

Maria Arcieri

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