
Lamezia Terme – Si chiude con Attilio Bolzoni e Antonello Caporale la seconda giornata di Trame. I due giornalisti, partendo dallo spunto dal titolo dell’incontro “Il Sud non si racconta a parole”, hanno animato una discussione su come sia cambiato il mondo del giornalismo. Ciò che ne è uscito è la consapevolezza di un adeguamento necessario al nuovo modo di comunicare che passa per forza dalle parole alle immagini.
La discussione, intervallata da alcuni contributi video realizzati dai due giornalisti, si è focalizzata su quanto sia fondamentale rinnovarsi al giorno d’oggi, soprattutto per chi, abituato ad un vecchio tipo di giornalismo, è legato fermamente alla carta stampata. Tutto scorre velocemente e a capirlo bene sono soprattutto gli under 30, che facilmente, invece, si riescono ad adeguare alle nuove forme di comunicazione.

Antonello Caporale, che sul Fatto Quotidiano si è “inventato” la docuserie “Alfabeto”, ha spiegato di come per lui “la scrittura si completi con le immagini” e di come la loro forza sia molto più efficace e allo stesso tempo arricchisca il suo lavoro, anche a livello qualitativo. Bolzoni, dal canto suo, che cura delle inchieste video su Repubblica, parla del video giornalismo come di una “nuova frontiera”, che dà sicuramente più “credibilità alle parole”. Entrambi concordano: “Sono cambiate le mafie e, di conseguenza, anche i modi per raccontarle. Così il video giornalismo, accompagnando le immagini alle parole, è un nuovo modo per poter raccontare l’Italia e dar voce e volto ai suoi protagonisti”.
Claudia Strangis
© RIPRODUZIONE RISERVATA