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Lamezia Terme - “Questa maledetta lingua d’asfalto che purtroppo chiunque viva qui ma anche chi c’è stato qualche volta a cominciato a conoscere”. Sport, tragedia argentina e lametina… per non dimenticare. Si sono fermati a raccontare la storia di Miguel. Due giornalisti. Due giornalisti come Valerio Piccioni e Attilio Bolzoni. Per non dimenticare. E così è stato con la “La corsa di Miguel”, in memoria della strage dei ciclisti sulla SS18. “A un certo punto il ricordo di questa tragedia si è incrociato nella storia di Miguel - ha raccontato il giornalista della Gazzetta dello sport, perché proprio una delegazione di ciclisti, amici, parenti dei ciclisti è andata a correre la corsa dedicata al ragazzo argentino a Roma. E  lì le due storie si sono intrecciate.  “Per me - ha detto Piccioni - venire qui è stato molto naturale”. Lui è la mente, il cuore, Il cervello e l’ideatore della corsa di Miguel. Un maratoneta argentino scomparso l’8 gennaio 1978 in Argentina. Si è appassionato nel corso degli anni a questa storia e ha inventato di sana pianta la corsa a Roma che si tiene nel mese di gennaio, e si chiama appunto la corsa di Miguel. Nel 2011 quando sono tragicamente morti gli otto ciclisti della piana lametina Piccioni ha organizzato anche una corsa ciclistica a Roma, e vi ha preso parte una delegazione di lametini. La storia di Miguel. Amava  l’atletica, l’Argentina, il suo Paese.


Era nato l’8 novembre del 1952, a Bella Vista, provincia di Tucuman, a Nord dell’Argentina. A 18 anni,  seguì i fratelli che erano già partiti per Buenos Aires e cominciò una nuova avventura. l’atletica. Si allenava con il tecnico Osvaldo Suarez,   che aveva vinto tre volte la Corrida di San Silvestro. All’alba, andava a correre sulla pista di Villa Dominico, alla periferia di Buenos Aires e c’era anche il suo cane Adam: dopo la sua sparizione non abbaiò più, aveva perso la gioia di 
vivere. Nella notte fra l’8 e il 9 gennaio 1978,  una banda paramilitare lo sequestrò a casa sua,  trovò la bandiera bianca e celeste attaccata alla parete e gli chiesero: “Perché?”. E lui rispose: “Perché sono argentino”. Aveva 25 anni quando gli bendarono gli occhi e lo infilarono sul Ford Falcon. Erano anni governati da una feroce dittatura.  In Argentina si spariva per niente. accadde a Miguel. Era un poeta  Il suo “Para vos atleta”, “Per te atleta”, fu pubblicato dalla Gazeta Esportiva di San Paolo, il 31 dicembre del 1977, nove giorni prima della sua sparizione. Era un inno alla corsa. Per Attilio Bolzoni, la cosa straordinaria della corsa di Miguel è che “intreccia tante cose, lo sport, per chi lo ama. La storia, per chi ha il desiderio di ricordare la tragedia argentina e la professione di giornalista. In Argentina Bolzoni ha imparato altro perché le cinque doppie w non gli bastano più. A lui interessano di più le cinque p e lo ha imparato da un ragazzino di quindici anni. “Perchè? Perché? Perché? Perché? Perché?”.

Maria Arcieri

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