Salta al contenuto principale

trame-4-inagurazione-3.jpg

Lamezia Terme – “Ho scritto questo libro sulla e per la società lombarda, perché o si è fatto finta di non vedere o si è voluto dare la colpa a quei calabresi quando in Lombardia c’è, in realtà, un’illegalità pregnante e, soprattutto, permeabile”. Si potrebbe riassumere con queste parole l’incontro/dialogo tra Giuseppe Gennari (autore del libro “Le Fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla ‘ndrangheta”) e il giornalista Paolo Pollichieni. A “battezzare” la quarta edizione di Trame è stata proprio la presentazione del libro scritto dal Giudice per le indagini preliminari che da anni si occupa delle principali inchieste di ‘ndrangheta a Milano.

“Dopo i primi anni di grande attenzione sul fenomeno della penetrazione della criminalità nel tessuto socio economico del Nord Italia – ha spiegato Gennari – stiamo assistendo ad un nuovo calo di tensione, perché ormai questo non è più un problema centrale per i giornali. L’imprenditore colluso con la ‘ndrangheta – ha aggiunto – non fa più notizia”. Lui, in qualità di magistrato, ha spiegato di come sia arrivato a capire i meccanismi che stanno dietro questo fenomeno solo quando si è trovato a diretto contatto con le vicende di mafia. Così è riuscito a capire come “la ‘ndrangheta sia entrata nel tessuto sociale del Nord, attraverso personaggi che non hanno il vestito tradizionale del mafioso secondo certi canoni giornalistico - letterari". Si va oltre i “semplici” legami familiari, quindi, e la ‘ndrangheta al Nord si apre favorevolmente alla partecipazione esterna.

Per Gennari la presenza della criminalità organizzata nell’imprenditoria è radicata e ventennale: la ‘ndrangheta è un “player economico stabile” con un proprio peso preponderante. La sua presenza nei vari ambienti, economico, finanziari e amministrativi va valutata “senza eccedere ma anche senza banalizzare”. Il problema dell’allargamento del fenomeno in regioni del Nord, poi, è stato facilitato, secondo l’autore, “dalla permeabilità di comportamenti illegali, dall’alto tasso d’illegalità e corruttibilità dei colletti bianchi e dalla grande debolezza della politica e da quella disperata esigenza di richiedere consensi”.

Il magistrato che per aver scritto questo libro saggio è stato anche aspramente criticato, ha spiegato che, dopo aver scoperto “per caso” la realtà della ‘ndrangheta al Nord, ha sentito la necessità di raccontarla per rivolgersi proprio a quella società lombarda, che, come spiegato all’inizio, forse ha fatto finta, per molto tempo, di non sapere.

C.S.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.