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Lamezia Terme - “La disavventura che capita a molti bravi giornalisti calabresi, è che sono isolati dal loro stesso ambiente. Questa è una cosa grave. E quando chiedi protezione, anche a costo di autodenunciarti, non hai una risposta.  Tutto questo è noto a chi non ha interesse per un buon giornalismo”. Sono le parole di Paolo Pollichieni, direttore del Corriere della Calabria, nel primo appuntamento di “Trame”. Alla sua quarta edizione, il festival dei libri sulle mafie,  ha iniziato a far sentire le voci dell’informazione e della migliore editoria nazionale sul tema che l’ha resa un punto di riferimento per la conoscenza del tema che attanaglia da troppi anni il sud, e non solo, della penisola. Riconfermato alla guida dei cinque giorni all’insegna della comunicazione e dell’informazione,  Gaetano Savatteri , che ha introdotto i relatori della discussione sul “Giornalismo di frontiera in Calabria, Cronisti a confronto” ponendo l’interrogativo  sulla qualità della stampa nella regione.

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Per Pollichieni  “la regione non riesce a far emergere quello che ha di buono. Ci sono  anche cattivi giornalisti. E la nostra categoria ha le sue responsabilità”. Ma la sua non è stata una critica perché ha detto che “i giornalisti calabresi, spesso, un padrone se lo vanno a cercare. E il padrone delle testate può puntare sempre sul fatto che se uno dice no può trovare altri cinque pronti a sostituirlo, perché non ci sono regole certe e, spesso, sono gli stessi giornalisti portatori di un grosso conflitto d’interesse. E la disavventura - ha detto - che capita a molti di loro che ritengo bravi, ma che sono isolati dal loro stesso ambiente.” E ha difeso il sindacato. Ma secondo lui le  ragioni di quest’ultimo non sono le stesse di quelle dell’Ordine.“Dovremmo partire dalla periferia. E la Calabria è una periferia ,ma che dovremmo amare di più,”  per Alessandro Banfi, direttore di TgCom 24. “E dovremmo smetterla di pensare a Milano o Roma centrici perché non cambiamo il Paese. Quando  si vede il territorio, lo si vive, lo si può capire veramente”. Come direttore Banfi ha sottolineato di essersi occupato  della Calabria parlando della Salerno-Reggio Calabria. E, in Calabria, si capisce che c’è un problema di infrastrutture. “E’ come se in una macchina c’è la benzina, ma il motore non funziona” ha concluso Banfi.

Maria Arcieri

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