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Lamezia Terme - Continuano gli appuntamenti del festival Trame e nel cortile di Palazzo Nicotera, si è tenuto il dibattito “Quando la ’ndrangheta va al nord”, incontro incentrato sul libro “Buccinasco” di Nando dalla Chiesa e Martina Panzarasa, al quale hanno partecipato l’autore il professore Nando dalla Chiesa, il magistrato della DDA di Reggio Calabria Michele Prestipino, e in qualità di moderatore, il giornalista Attilio Bolzoni. Il libro, uscito nel 2012, racconta come un piccolo centro a sud dell’hinterland milanese, sia diventato negli anni la culla dei clan calabresi, una sorta di succursale di Platì, paesino dell’Aspromonte, in cui regnano le ‘ndrine dei Sergi e dei Papalia e l’ospitalità tacita e consenziente della cittadina del nord è stata tale, da farle guadagnare l’appellativo di “Platì del nord”.

Un argomento questo, che oggi sembra di grande attualità, ma che per molto tempo è rimasto nell’oblio perché la ‘ndrangheta sembrava essere un fenomeno circoscritto solo alla regione Calabria, come se non potesse mai arrivare al nord civilizzato. Ed è invece proprio lì che ha trovato terreno fertile per i suoi loschi affari ed è lì che opera da moltissimo tempo. Ed è questo che gli autori raccontano nel loro libro, che naturalmente ha suscitato non poche polemiche “C’è una rimozione, ed è a mio avviso pericolosa - spiega l’autore - mi sembra che ci spieghi che non si sia imparato nulla dall’esempio siciliano. Quando è uscito il libro è successo qualcosa di inaspettato: sull’homepage del comune è apparsa una critica frontale firmata dal sindaco contro questo libro  - continua - è partita da Buccinasco una campagna denigratoria nei confronti di noi autori proprio dall’amministrazione comunale della cittadina, perché, a loro avviso, abbiamo infangato il buon nome di Buccinasco. Questa è la prima volta che mi capita nella mia esperienza di sociologo - aggiunge - che un libro, invece che essere il frutto di una memoria che torna, la disseppellisce. Racconta cose che prima non erano mai state raccontate”.

“Una situazione paradossale quasi come se si volesse dire che la ‘ndrangheta al nord non esistesse, per questo - spiega il magistrato Prestipino - abbiamo innanzitutto un dovere, quello di informare. Molto spesso - aggiunge - i politici, soprattutto negli anni passati, hanno preferito negare questa situazione, ora invece, minimizzano il problema come se fosse un fenomeno di poco conto. In realtà, la ‘ndrangheta si è da tempo stabilizzata e ha esportato le proprie strutture organizzative e il metodo mafioso al nord, e con esso - continua - anche il sistema relazionale, un sistema di collusioni che intrattiene con veri e propri pezzi della società: imprenditori, liberi professionisti, appartenenti alle istituzioni, amministratori locali, politici, commercianti. Il problema, è che non abbiamo una sentenza definitiva che definisca la ‘ndrangheta come organizzazione mafiosa con tutte le sue caratteristiche. Noi - continua - stiamo lavorando per questo. Il processo in Calabria è ben avviato, e stiamo proseguendo e provvedendo per costruire questa sentenza che successivamente agevolerà le indagini, in Calabria come in Lombardia”.

“Buccinasco” è un libro sulla’ndrangheta, che smonta molti luoghi comuni, e che spiega come il vero problema, come sempre, sia il silenzio, consenziente, che ha permesso l’espandersi di questo male e che lo protegge ancora oggi, a Reggio Calabria, come a Milano. “I clan della ‘ndrangheta - spiega Nando dalla Chiesa - sono entrati come lama nel burro nella società, perché quest’ultima è, sostanzialmente, molto debole”. 

C. S.

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