
Lamezia Terme - Coraggio, pazienza, volontà : queste le tre parole d’ordine dell’integrazione per il giovane scrittore e imprenditore Mor Amar, fra gli ospiti del workshop organizzato da Comunità Pogetto Sud in sala Sintonie in occasione del Global Migrant Day, dichiarato dalle Nazioni Unite giorno 18 Dicembre, che si svolge a Lamezia, fra oggi e domani, con una serie di manifestazioni di carattere culturale e ricreativo : laboratorio e performances di percussioni e musica etnica a cura del musicista Seidou Kienou del Burkina Fasu, jam session, un buffet etnico conclusivo su corso Giovanni Nicotera. E’ un effetto di gioia e coesione ciò che sprigiona dai volti degli ospiti dell’iniziativa, alle spalle della quale si coglie comunque un grande lavoro organizzativo e di mediazione, e una cura estrema nella scelta dei relatori del workshop introduttivo, presentato dalla psicologa Serena Peronace della cooperativa sociale Delta.
Al tavolo dei lavori Gabriel Maria Sala, antropologo e pedagogista dell’Università di Verona e direttore del Master in Mediazione Culturale dal 2001 al 2014, poi Francesco Carchedi, sociologo e responsabile dell’area Ricerche del Consorzio Parsec, e Antonio Marinaro, vice presidente dell’Arci di Lamezia Terme, fra i responsabili degli Sprar. Accanto a loro Marco Ruopoli, presidente dell’impresa sociale Sophia e socio di Mor Amar. Arrivato dalla Mauritania nel 2011 come rifugiato politico dopo aver visto sterminare la sua famiglia in seguito a una crisi di governo, Amar ricomincia una nuova vita fuori dal centro d’accoglienza, mettendo a frutto le proprie capacità insieme ad altri rifugiati nell’iniziativa di Ruopoli. “Mi hanno offerto molti soldi per lavorare illegalmente” – rivela – “ma se avessi accettato ora non sarei qui”. Una laurea in Letteratura Francese e un diploma da informatico, Mor Amar guarda oggi con soddisfazione al suo libro “Stronzo Nero”, scritto con Caterina Amodio, che racconta la sua storia di integrazione e che dopo aver ricevuto consensi critici è già stato al centro un progetto nelle scuole.
Di fondamentale importanza, nella sua esperienza come in quella di tutti i migranti, l’aver trovato qualcuno che sapesse ascoltarlo e mettere a frutto i suoi talenti, visto che, come spiega Gabriel Maria Sala, ciò che conta è “la capacità di saper cogliere di quali capacità i nostri ospiti sono portatori e saper fare impresa”. Ne va, secondo Marinaro, delle nostre pensioni : se infatti per mantenerle tali il rapporto fra lavoratori e pensionati dovrebbe essere di 4 a 1, attualmente, a causa della recessione e della scarsa natalità, nella produttiva Germania il rapporto è soltanto di 2 a 1. Dunque servono nuove forze, anche perché qualcuno faccia i lavori che gli europei al momento rifiutano. Ma che li faccia in maniera legale. Le stesse dinamiche di Rosarno, infatti, secondo i dati riportati da Carchedi, si ritrovano anche a Mantova, Cuneo, Latina, Ferrara e in paesi insospettabili come Olanda, Germania, Inghilterra.
Giulia De Sensi
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