
Lamezia Terme - Tre rappresentanti del giornalismo calabrese e nazionale hanno raccontato le loro esperienze, i loro percorsi formativi e gli ostacoli riscontrati per diventare importanti firme del quinto potere. Ad essere ospitati nella sala intitolata a Giuseppe Perri di Palazzo Nicotera sono stati i giornalisti Giancarla Rondinelli, Vinicio Leonetti e Virna Ciriaco. Durante La discussione è stato spiegato con perizia, come deve essere trattata ogni singola notizia che sia di attualità o di cronaca e qual è lo scopo cardine del giornalista. “Raccontare con chiarezza solo la verità dei fatti, l’essenzialità della notizia, senza caricarla di fronzoli o montature che ne altererebbero la veridicità” – hanno rimarcato i tre giornalisti.
Virna Ciriaco prima ha spiegato il suo progetto inerente a formare e introdurre i ragazzi del liceo Campanella al mondo del giornalismo con una sorta di "scuola" che va oltre il tradizionale giornalino scolastico. Nel continuare ha argomentato che “un buon giornalismo deve puntare alla verità dei fatti, e dunque è utile leggere una stessa notizia anche da più giornali in modo tale da farsi un’idea propria, perché nessun giornale, nel suo singolo, ha la verità assoluta”. “Lo strumento intimorente o scoraggiante della querela - ha proseguito - è dato agli avvocati e può limitare la propria libertà di espressione, per questo bisogna sempre avere prove scritte e documentate di ciò che si pubblica. Bisogna - ha concluso - saper scrivere bene e in modo completo e chiaro in modo che tutti possano capire, con un linguaggio semplice in modo che chi sta ‘dall’altra parte’, qualsiasi categoria sociale, capisca ciò che si vuole dire tenendo sempre in mente quale è il pubblico di riferimento di un giornale”.

Vinicio Leonetti chiarisce come il mondo giornalistico sia in continua evoluzione allargandosi sempre più verso nuove frontiere e in questo caso a quelle telematiche. “Il giornalismo su carta stampata sta vivendo un profondo momento di crisi, ormai, a farla da padrona è il mondo digitale per questo consiglio a chi vuole intraprendere la professione di giornalista di buttarsi sul giornalismo televisivo o sul giornalismo web”. Sul tema della semplicità e della scorrevolezza del linguaggio anche Leonetti ha specificato che, “bisogna scrivere come si parla con gli amici omettendo termini offensivi o parole superflue”.
La giornalista Giancarla Rondinelli, ha spiegato il suo percorso che la ha spinta partendo dalla gavetta, a diventare un’apprezzata giornalista della Rai. “Ho scelto di diventare giornalista per coronare un sogno e raccontare quello che si vive”. La Rondinelli è la nipote di don Natale Colafati e pertanto è ben lieta che con progetti e iniziative come quella di oggi si porti avanti il desiderio dello zio. La giornalista ha commentato che, “bisogna sempre essere nel rispetto della pluralità dell’informazione, essere sempre curiosi, leggere giornali, libri, assaporare e ‘sentirne’ il profumo il quale è ineguagliabile”. Conclude incitando a non mollare e abbattersi mai in questa difficile professione”. L’evento è stato presentato dalla Presidente e dai rappresentanti di sinergie culturali che non hanno mancato di ricordare la figura di Don Natale recentemente scomparso il quale ha voluto con decisione e caparbietà realizzare questa associazione concretizzatasi con “illuminanti” giornate formative.

Il sindaco Mascaro nell’invitare tutti alla lettura e alla frequentazione dei luoghi di cultura porta i suoi saluti ai ragazzi e ai presenti evidenziando l’importanza dell’evento da cui potrà nascere il loro futuro. Senza nascondere la sua ammirazione per Don Natale: “il cuore del sapere lametino”. Invita ad essere orgogliosi di questa terra che nonostante i suoi problemi riesce a infondere cultura. A sottolineare l’importanza della lettura e della cultura anche il dirigente scolastico Giovanni Martello: “l’amico libro non ti potrà mai abbandonare e con l’esercizio del leggere ci allontana dalla vuotezza anche morale”. «La cultura è strumento di libertà» diceva Don Natale.
Francesco Ielà




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