Salta al contenuto principale

legambiente-ok.jpg

Catanzaro - "La Giunta Regionale recentemente ha fissato le azioni, le procedure, la tempistica, le responsabilità e gli adempimenti da seguire per gestire in maniera più efficace e con maggiore prontezza entro il 31 dicembre 2015 quello che rimane della programmazione 2007/013, e mettere in atto tutti i correttivi necessari per non ripetere nella programmazione futura dove, oltre a migliorare la quantità, occorre far crescere la qualità della spesa in una visione complessiva e di sistema - è scritto in una riflessione sul non utilizzo dei fondi comunitari per rifiuti e discariche da parte del presidente di Legambiente. Quello che deve essere chiaro è che per i rifiuti non si dovranno utilizzare i fondi comunitari per finanziare discariche e alimentare le politiche scellerate che nei precedenti cicli di programmazione hanno dilapidato risorse, favorito ecomafie e non risolto nessuna emergenza. Basta leggere con attenzione i dati pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, DPS -Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica Open Coesione - sull’esito dei circa 130 progetti che riguardano il settore dei rifiuti (Realizzazione centri di raccolta a supporto dei rifiuti solidi urbani, progettazione e realizzazione di servizi di raccolta differenziata, risanamento ambientale aree demaniali ed adeguamento discariche pubbliche) finanziati dal FEASR per un ammontare di circa 37 milioni e 350 mila euro e prendere atto che le somme spese fino al 31 dicembre 2014 ammontano solo al 19,39% di quanto programmato, per rendere evidente il fallimento. Emerge pure, come dato generale della spesa dei fondi comunitari in Calabria, che sui 9,9 miliardi di finanziamenti disponibili, ne  sono stati monitorati solo 4,5 miliardi di pagamenti per 30.836 progetti. Il termine monitorato, elegantemente, registra la spesa giustificata e i progetti rendicontati.

Dall’analisi dei progetti programmati nel settore ambientale – elaborazione Legambiente Calabria - per il periodo 2007/2013, il DPS ha monitorato una spesa di circa 239 milioni di euro per 866 progetti finanziati con i Fondi Strutturali (FEASR) e 278 progetti attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC). Degli oltre 1000 progetti che riguardano l’ambito dei rifiuti e delle discariche, sono stati analizzati/monitorati 318 progetti per un finanziamento di circa 79 milioni di euro, la cui spesa certificata al 31 dicembre 2014 ha registrato solo il 46,66%. Ricordiamo che per completare tutta la spesa comunitaria ci rimangono questi ultimi 10 mesi del 2015, eccetto per i progetti sponda/a cavallo che hanno altri 12 mesi di tempo. Di questi 318 progetti, 223 hanno riguardato: realizzazione centri di raccolta a supporto dei rifiuti solidi urbani, progettazione e realizzazione di servizi di raccolta differenziata per un finanziamento di circa 31,5 milioni di euro ed una spesa certificata pari al 48,8%; per il risanamento ambientale aree demaniali ed aree demaniali libere da rifiuti 90 progetti per un finanziamento di oltre 35 milioni di euro ed una spesa pari al 57,22%; per interventi di adeguamento discariche pubbliche 16 progetti con un finanziamento di circa 12 milioni di euro ed una percentuale di spesa pari al 48,12%. Parliamo di bonifiche, della sua necessità e quanto poi ci sono le risorse ecco cosa accade. Ma come è possibile, quali le giustificazioni, quali le risposte ai territori ed ai cittadini che si ammalano per le mancate bonifiche? Che risposte danno i rappresentanti della classe politica e dirigente di questa nostra amata e bistrattata regione? Ed ecco cosa leggiamo tra i tantissimi dati sulla gestione dei fondi comunitari: “PIANO DI CARATTERIZZAZIONE SITI INTERESSATI PRESENZA CIC IN AREE DEL COMUNE DI CROTONE” su circa 924 milioni finanziati sono stati effettuati pagamenti certificati per solo il 14,88% pari a 137mila 506 euro; per “ADEGUAMENTO DISCARICHE PUBBLICHE DLS. N. 36/2003 di FIUMARA” su uno stanziamento di poco più di 900 mila euro non è stato speso nulla, per il “PIANO DI ADEGUAMENTO DISCARICA AI SENSI DEL D.LGS. 36/2003 – SIDERNO” su 780 mila euro di finanziamento nessuna spesa. Il Comune di Cassano allo Ionio avrebbe dovuto avviare la “BONIFICA O MESSA IN SICUREZZA PERMANENTE DEL SITO CONTAMINATO UBICATO IN LOC. GIOSTRATICO (Cassano allo Ionio)” il 2 gennaio di quest’anno per un importo di 1 milione 125 mila euro l’ultimazione dell’intervento è prevista il 30 luglio 2015, vogliamo ben sperare.

Ci chiediamo le ragioni della mancata spesa, e chiediamo che vengano affrontate le criticità, le inerzie e le inefficienze. Dai dati messi a disposizione dal DPS ed elaborati da Legambiente Calabria, emerge che i soggetti attuatori degli interventi in molti casi sono i Comuni, per cui siamo portati a desumere (ma su questo occorrerebbe fare il punto con i Comuni stessi) una inefficienza degli stessi, determinata a nostro avviso da diversi motivi: dai tagli dei trasferimenti e dal non corretto utilizzo delle professionalità, da una difficile gestione delle procedure di gara e gestione dei lavori, etc… Su questo crediamo sia necessario un ragionamento serio a livello regionale per migliorare la governance del processo legato alla programmazione comunitaria, un’attenta valutazione dei progetti e un più appropriato utilizzo dei fondi per risolvere carenze strategiche della nostra Regione.  Legambiente è disponibile ad un’analisi più puntuale delle criticità legate alla gestione dei rifiuti, a condizione che si tolgano di mezzo alcuni equivoci: la prima è che si superi la logica ed il ricorso alle discariche, e che si dirottino le risorse in investimenti più efficaci ed opportuni come noi pensiamo sia la realizzazione di impianti di compostaggio e la raccolta differenziata spinta porta a porta. Sarebbe un bel segnale, ad esempio, un cambio di direzione rispetto a interventi come quello previsto nel comune di Castrolibero per 4 milioni di euro che prevede  la “REALIZZAZIONE DELLA VIABILITA’ DI ACCESSO ALLA DISCARICA”,  oppure quanto previsto per la “REALIZZAZIONE NUOVA DISCARICA E RELATIVA VIABILITA’  DI ACCESSO” a Casignana (RC), dove sono stati previsti finanziamenti per 2milioni di euro e per fortuna nessuna spesa certificata. La “MESSA A NORMA, ADEGUAMENTO ED AUMENTO DELLA CAPACITA’  DI ABBANCO DELLA DISCARICA DISMESSA” di Castrovillari dove sono state previste risorse per 1 milione di euro e nessuna spesa certificata ed una parte potrebbe essere utilizzata per la bonifica e la restante dirottata per gli investimenti negli impianti che auspichiamo. Un’ultima riflessione, in questo elenco di inefficienze, la merita la programmazione e gli investimenti per la realizzazione dei centri di raccolta a supporto dei rifiuti solidi urbani, la progettazione e realizzazione di servizi di raccolta differenziata.  Nella programmazione dei fondi comunitari 2007/2013 erano previsti finanziamenti per circa 223 progetti, in sostanza risorse per 223 comuni pari a oltre il 50% dei comuni calabresi. Questa sarebbe stata, in teoria, una buona direttrice politica. Ma se poi andiamo a vedere i risultati della raccolta differenziata, quelli certificati dall’Arpacal nel recente rapporto e riferiti però al 2013, risultano percentuali di gran lunga lontane da quel 65% che doveva essere raggiunto al 31/12/2012. È un problema di qualità dei progetti, di finanziamenti slegati a una seria programmazione di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, o cosa? Che senso ha fare isole ecologiche, centri di raccolta se questi non supportano la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti? Legambiente è pronta a fare – come sempre – la propria parte, alla politica spetta però dare le risposte adeguate per queste e per altre considerazioni che, in questa fase di indecisione e di scelte che ancora possono essere corrette,  vogliono essere da stimolo affinchè sulla gestione dei rifiuti si cambi verso sul serio".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.