
Catanzaro - “Non smettete mai di sognare, qualunque età abbiate, qualunque realtà stiate vivendo. Smettere di sognare vuol dire far morire la propria anima, prima ancora che muoiano per processo naturale il corpo e la mente”. È l’appello che la scrittrice Antonietta Vincenzo ha lanciato da Villaggio Mancuso, in occasione dell’evento culturale “Parole e note tra i pini”, organizzato dal team Martina Sport, attivo da anni nel campo dell’animazione e della promozione culturale, su un’idea di Alessandra Garofalo, membro del circolo di lettura on the road “Piantasogni”, della biblioteca comunale di Taverna, presieduto da Francesco Parrottino. Un appuntamento a base di cultura e musica, nel quale la nota scrittrice Antonietta Vincenzo ha presentato la sua produzione letteraria, accompagnata dal musicista Gianfranco Monterosso, in una festosa cornice country curata da Lara Minatta, Stefano California, Ylenia Nicolis e Marco Mascioni, dello staff del Sila Western Style.
“La bellezza della lettura” è stato il leit-motiv dell’incontro, nel quale le musiche del maestro Monterosso hanno fatto da sfondo alla lettura di alcuni brani tratti dai romanzi: Felicita, Confiteor, Sulla sponda del fiume e Tra i flutti della bassa marea.
“Purtroppo - ha detto Antonietta Vincenzo - questa buona abitudine si è persa non solo tra i giovani, attratti da forme diverse di distrazione, ma anche tra le persone adulte, di tutte le età, è venuta meno la voglia di leggere. Forse perché, a una certa età, non si ha più voglia di sognare”.
Un’attenzione particolare è stata dedicata all’ultimo romanzo di Antonietta Vincenzo, “Tra i flutti della bassa marea”, dedicato al Museo archeologico lametino, che è stato presentato a Lamezia Terme, dalla giornalista Lina Latelli Nucifero, nell’ambito della rassegna Il maggio dei Libri, organizzata dalla Biblioteca Comunale. Il racconto si svolge all’interno di un museo archeologico, dove la protagonista, Valentina, cerca gli spunti per sviluppare la tesi in archeologia. A farle da guida è Lucio, giovane archeologo, alle prese con un passato avvolto nel mistero, che egli vorrebbe scoprire anche con l’aiuto di Valentina. La ragazza si viene così a trovare coinvolta in una serie di situazioni che sfuggono al suo controllo razionale.
Antonietta Vincenzo ha svelato com’è nata l’idea: “Casualmente - ha detto - durante una visita al museo archeologico di Lamezia, che mi ha incantato con il suo fascino. Lungo il percorso, la presenza di due scheletri, uno maschile e l’altro femminile, sistemati nella stessa posizione in cui sono stati rinvenuti, uno accanto all’altra, così vicini da sembrare abbracciati, mi ha fatto scattare la molla della fantasia”.
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