Salta al contenuto principale

musmi-catanzaro-incontro.jpg

Catanzaro - Perché parlare di Alzheimer? È un quesito che oggi magari si chiedono in molti, ritenendo questa “malattia” una semplice condizione di una persona giunta in età avanzata. In realtà, c’è molto di più. E l’incontro di giovedì pomeriggio tenutosi presso la sala convegni del Musmi del Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro e organizzato dall’ARN onlus e dal Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme, ha cercato di illuminare i presenti riguardo a questa delicata tematica. Durante il dibattito, moderato abilmente dall’avvocato e poetessa Daniela Rabia, a cui hanno preso parte Amalia Bruni, direttrice del CRN di Lamezia Terme, e Rosanna Colao, responsabile UVA del CRN, si è approfondita svisceratamente tale tematica, grazie all’apporto degli esperti.

La malattia di Alzheimer-Perusini, detta semplicemente morbo di Alzheimer, è difatti la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio specialmente in età presenile, ovvero oltre i 65 anni. Il sintomo precoce più comune è la difficoltà nel ricordare eventi recenti. Poi, però, con l'avanzare dell'età si possono avere altri sintomi come afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé e problemi nel comportamento. Ciò porta naturalmente il soggetto coinvolto a isolarsi nei confronti della società e della famiglia. Anche se la velocità di progressione può variare, l'aspettativa media di vita dopo la diagnosi è dai tre ai nove anni. Insomma, una malattia da non prendere troppo sottobraccio. A seguire, e strettamente correlata con la precedente, la presentazione del libro di Francesca Frangipane dal titolo “La vita dimenticata. Storie di Alzheimer e altre demenze”, moderato sempre da Daniela Rabia, con la lettura di alcuni brani a cura di Imma Guarascì.

M.L.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.