
Lamezia Terme - Calda e informale l’atmosfera del seminario “Verso l’agricoltura sociale in Calabria – Politiche, Istituzioni e Operatori a confronto” tenutosi nella sala Sintonia presso il centro di riabilitazione della Comunità Progetto Sud. Al tavolo dei lavori, coordinati da Giuseppe Gaudio di INEA Calabria, Annamaria Bavaro, coordinatrice del Forum Regionale di Agricoltura Sociale, Francesco Di Iacovo, docente all’Università di Pisa, Saverio Senni dall’Università della Tuscia e Antonio Carbone, rappresentante del Forum Nazionale Agricoltura Sociale, virtualmente intervenuto con l’invio di un breve video. Le riflessioni conclusive sono state affidate a Salvino Moro, presidente AIAB Calabria.
“La finalità dell’incontro – afferma Gaudio – è creare una rete per far dialogare realtà associative diverse per rilanciare il ruolo dell’agricoltura sociale in questo territorio, un fenomeno in crescita ma invisibile alle politiche di sviluppo e incapace di creare relazioni codificate con le istituzioni. Abbiamo infatti un totale di 119 aziende e 616 comuni coinvolti nell’agricoltura sociale in Calabria ed è necessario creare relazioni fra di esse e con il territorio”. “Il Forum Nazionale per l’Agricoltura Sociale – spiega la Bavaro - si è costituito a fine 2013 grazie ad alcune associazioni e realtà di base e nasce dall’idea che portare i ragazzi dalla riabilitazione ai campi potrebbe portare una possibilità di sviluppo, e dico “potrebbe” perché parlo dalla Calabria: in Olanda le “care farm” sono accreditate e riconosciute dal servizio sanitario. L’Italia si sta aprendo solo recentemente alla multifunzionalità – l’idea di produrre reddito e benessere sociale – con un processo produttivo sostenibile, a basso impatto ambientale, orientato al biologico. Già tradizionalmente l’agricoltura è vocata ai valori della solidarietà – forme di mutuo aiuto, ospitalità degli indigenti, scambi di mano d’opera nelle fasi produttive cruciali – la scommessa è coniugare quel portato valoriale alla produttività e al sociale”.

“E’ importante – interviene Di Iacovo – il rapporto con le piante, gli animali, i cicli biologici, cose che aiutano a ritrovare il rapporto con la realtà. A livello generale, se si vuole un’economia sostenibile, bisogna puntare non alla ricchezza a tutti i costi ma al concetto di prosperità : un benessere sociale ed economico inclusivo”. Vengono quindi riferite dal docente delle esperienze terapeutiche di persone con disagio mentale che lavorando in aziende del territorio di Pisa e Livorno o di Torino hanno ritrovato una propria individualità ed autonomia. “Non si tratta di scaricare delle persone ad un’azienda – aggiunge - ma di un progetto che ci porti a ripensare lo Stato, il mercato, la reciprocità delle relazioni. L’agricoltura sociale non è una nuova attività: è una nuova logica”.
“La pratica agricola – spiega poi Saverio Senni – è formativa, c’è una modalità d’apprendimento continua. Non si tratta di avere imprese che accolgano diversamente abili: è l’impresa stessa a dover diventare “diversamente agricola” creando un contesto inclusivo, l’agricoltura a dover essere “diversamente imprenditoriale”. Accogliere e raccogliere devono essere la stessa cosa.” Antonio Carbone annuncia invece nel suo video che è in discussione in questi giorni un testo nazionale sull’agricoltura sociale da presentare alla Camera, in vista dell’approvazione definitiva. “In Calabria manca ancora una normativa in proposito – dice – e speriamo che con la nuova legislatura si possa ottenere una risposta in proposito”. Infine sono state ascoltate alcune testimonianze di agricoltura sociale in Calabria: il consorzio Terra del Sole, l’associazione l’Alveare, la coop. Arca di Noè, l’associazione Arcipelago Sagarote, la biofattoria sociale Marinello – Cervicati, la coop. sociale Le Agricole. Fra le autorità politiche presenti il sindaco Speranza e il consigliere regionale Mario D’Acri, a fare le veci del presidente Oliverio, intervenuto per un saluto finale. Il buffet conclusivo è stato preparato e offerto dalla coop. Sociale Le Agricole.
Giulia De Sensi
D'Acri: "Bisogna sostenere iniziative agricoltura sociale"
"I numeri dell'agricoltura sono noti ed evidenziati a tal punto da poter dire, senza essere smentiti, che parliamo di un settore strategico dell'economia regionale, essenziale per intraprendere e concretizzare azioni di stabile e duraturo sviluppo". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Mauro D'Acri. "All'interno dell'agricoltura regionale e della sua capacità di generare economia ed occupazione - prosegue D'Acri - esistono poi delle ulteriori qualificazioni che non solo valorizzano il ruolo storico della produzione agricola ma soprattutto associano ad essa azione dal significato profondo e prezioso. E' il caso della cosiddetta 'agricoltura sociale', parliamo cioè di quelle realtà che sono in grado di coniugare l'utilizzo delle risorse agricole con attività sociali destinate all'inclusione, al sostegno nei confronti di fasce sociali disagiate, a percorsi terapeutici e riabilitativi. In Calabria esistono molte di queste realtà e stamane ho volentieri partecipato al seminario organizzato a Lamezia Terme dal Forum regionale dell'Agricoltura sociale. Ho avuto modo di ascoltare e ragionare assieme ai protagonisti di questi straordinari percorsi, in primis la Comunità Progetto Sud e don Giacomo Panizza che, come al solito, mostrano non solo una straordinaria sensibilità ma anche e soprattutto una lungimirante intelligenza e volontà".
"Nei documenti e nelle considerazioni espresse - prosegue D'Acri - sono emersi molti spunti di riflessione, mi riferisco nello specifico ai numeri dell'agricoltura sociale in Calabria, alle connessioni con i servizi socio-assistenziali-sanitari, alle criticità evidenziate per l'accesso ai bandi del Psr 2007/2013 ed infine ai suggerimenti concreti per quanto attiene la gestione concreta della Programmazione 2014/2020. Molte delle azioni suggerite dalla piattaforma programmatica del seminario sono assolutamente condivisibili ed è per questo che, grazie alla determinazione del presidente Oliverio che assegna a questo settore ed a questa qualificazione dell'agricoltura una grande importanza, certamente avvieremo due iniziative strettamente necessarie. Intanto la costituzione di un tavolo tecnico e di concertazione che ci consenta di avere un quadro chiaro della realtà calabrese dell'agricoltura sociale per poi, naturalmente, giungere ad una proposta di legge regionale che permetta di ragionare dell'agricoltura sociale in termini di sistema, valorizzandone il ruolo e la specificità".
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