
Reggio Calabria - Pino Aprile ed il suo libro "Terroni international", sono stati i protagonisti dell'ultimo incontro del festival Tabularasa a Reggio Calabria. Lo scrittore, rispondendo alle domande degli organizzatori del contest culturale, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, ha spiegato come "dalla 'questione sarda' si sia passati alla 'questione meridionale", sottolineando che "ad accorgersi che i piemontesi stavano per applicare al sud quanto fatto in Sardegna fu Antonio Gramsci. Un criterio di colonizzazione che è stato sempre lo stesso ovunque. Può essere tranquillamente paragonato a quello usato dalla Germania dell'ovest nella Germania dell'est, che è poi quello che a livello europeo si sta cercando di applicare nei Paesi ritenuti meno forti, come la Grecia". Al centro del dibattito anche problematiche legate al territorio calabrese e nazionale. "Il Sud è sempre stato depauperato - ha detto ancora Pino Aprile - nonostante sia la parte che dà di più all'Italia. Prendiamo, per esempio, la Basilicata. È la regione che tra petrolio ed altre risorse produce molto più di certe regioni settentrionali. Eppure è priva di qualunque mezzo che la renda indipendente. Non c'è una ferrovia degna di questo nome. Matera, città europea della Cultura per il 2019, non è collegata ad altri territori né dai treni, né da autostrade. Non c'è nulla. Eppure il ministro Graziano Delrio ha trovato opportuno rispondere alle richieste di un popolo che vuole solo una via ferrata utile che bisogna aspettare perché gli geologi stanno studiando le rocce. In Cina costruiscono stazioni sulla vetta più alta del mondo e noi non siamo in grado di portare un treno o un'autostrada a Matera". Alla base di tutto questo, secondo Aprile, "c'è solo opportunismo. Il Sud deve dare tutte le sue risorse al Nord e non può avere un'economia indipendente che nasca, produca e si consumi solo nel Mezzogiorno. Per questo il pensiero leghista dilaga. Basti pensare che il più grande esponente della Lega oggi in Italia è Matteo Renzi che ha destinato la maggior parte delle risorse al Nord. Che ha destinato la maggior parte dei fondi stanziati per le scuole terremotate alla Lombardia, invece che a l'Aquila oppure ad altre città del Meridione realmente terremotate". "Raccontare tutto questo - ha concluso Pino Aprile - significa ricordare la verità a tutti, specie a chi non la conosce. Perché una verità negata deforma lo sguardo di tutti".

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