
Motta Santa Lucia - Sì è svolto a Motta Santa Lucia un convegno su San Francesco di Paola dal titolo: “Tra l'eremo e il mondo. San Francesco di Calabria. L'uomo, il santo, la Calabria”, con la presenza del sindaco Ivano Egeo che ha omaggiato il Professor Filippo D'Andrea di una pubblicazione su Motta santa Lucia a cura di Mario Gallo, l'intervento di mons. Adamo Castagnaro, sacerdote storico del territorio che per decenni fu parroco di Conflenti e Rettore della Basilica Santuario della Madonna di Visora, rivestì il ruolo di vicario generale della diocesi, e fu frate minimo nei primi anni della sua vocazione e formazione, il quale ha raccontato la sua esperienza ai piedi del Santo Paolano.
E' seguito l'introduzione del moderatore dott. Ernesto Mastroianni, giornalista brillante di LaC e originario di Motta santa Lucia verso cui esprime un amore attivo di promozione culturale, che ha tracciato alcuni aspetti dell'Eremita Bruzio come “il rapporto con il creato e con gli animali, la sua sorprendente modernità, il dialogo con il potere, la custodia della memoria e le tracce che ancora oggi la sua presenza lascia nelle nostre comunità”. E' intervenuta anche la dott.ssa Francesca Bevacqua dell'Associazione culturale“Motta tra passato e presente” per le sue ricerche inedite su documenti antichi ritrovati a Motta attestanti il passaggio del Taumaturgo nel paese di Giuseppe Villella, erroneamente ritenuto brigante e vittima delle tesi ascientifiche di Cesare Lombroso.
La relazione sulla contemporaneità della spiritualità di san Francesco è stata tenuta dal teologo, filosofo e scrittore, prof. Filippo D'Andrea che ha disegnato una santità calabrese pienamente attuale in cui i fondamenti del suo carisma penitenziale e di vita quaresimale sotto il segno della Charitas si traducono in scelta di essenzialità di vita, sobrietà rispetto alla valanga consumistica e frenetica della società odierna, un tema che papa Francesco si è soffermato con sorprendente profondità e luminosità nella sua enciclica “Laudato Si'” nel 2015 e poi con l'esortazione apostolica “Laudate Deum” del 2023. Lo studioso dell'Asceta Sociale, come ha definito ed intitolato il suo primo volume, dei cinque che ha pubblicato oltre a tanti saggi in riviste specializzate e di diffusione, ha anche toccato l'uomo di Dio come contemplativo dello Spirito (il mistico della Grotta del torrente Isca), e amato infinitamente dalla gente che lo considerava “Padre” di tutti, come scrisse in una lettera il re coevo Ferrante d'Aragona. Dunque, in sintesi conclusiva, il prof. D'Andrea, ha affermato che Francesco di Paola, compreso in profondità e con un linguaggio contemporaneo, può essere colto come figura necessaria oggi che guarda e ci fa guardare al futuro. Un dibattito finale ha arricchito i contenuti trattati. Un ringraziamento al giovane Giuseppe Pagliaro che ha svolto un indispensabile e prezioso supporto tecnologico.
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